Province

Il Consiglio regionale ha approvato la modifica dell’art. 43 dello Statuto che prevede la cancellazione di tutte le Province.

Il Palazzo del Consiglio regionale.

Il Palazzo del Consiglio regionale.

Dopo le quattro nuove Province di Carbonia Iglesias, Olbia Tempio, Medio Campidano ed Ogliastra, la Sardegna cancella anche le Province storiche. Il Consiglio regionale questa mattina ha approvato con 38 voti favorevoli, 4 contrari (Psd’Az) e 4 astenuti (Sardegna è già domani), il Testo Unificato “Modifica del titolo V dello Statuto speciale per la Sardegna” che nello specifico con la modifica dell’art. 43, propone al Parlamento la cancellazione delle Province, a partire da quelle storiche di Cagliari, Sassari e Nuoro. Non hanno partecipato al voto i consiglieri dell’opposizione di centrosinistra. L’ultimo passaggio necessario per far diventare effettiva la legge, è il voto della Camera e del Senato.

Il voto dell’Aula segue quello della commissione Autonomia del Consiglio regionale, presieduta da Ignazio Artizzu, che aveva ha dato il via libera il 3 settembre.

La riforma, lo ricordiamo, è il cavallo di battaglia dei Riformatori Sardi, già principali promotori dei referendum che hanno portato alla cancellazione delle Province di Carbonia Iglesias, Olbia Tempio, Medio Campidano ed Ogliastra. In più occasioni il vicepresidente del gruppo Franco Meloni ha lanciato un chiaro messaggio agli alleati della coalizione di centrodestra: «Siamo pronti ad uscire dalla maggioranza se la riforma verrà fermata». Il Consiglio non ha fermato la riforma ed ora c’è da attendere il pronunciamento dei due rami del Parlamento e, soprattutto, la legge di riforma delle autonomie locali, perché c’è da redistribuire le competenze fino ad oggi assolte dalle Province.

Soddisfazione per l’approvazione della legge è stata espressa dai consiglieri regionali del PdL Angelo Stochino e Renato Lai.

«Crediamo che fosse indispensabile, nei confronti dei tanti cittadini sardi che con il referendum hanno palesemente chiesto alla politica di cancellare non solo le province di nuova istituzione – hanno detto i due consiglieri regionali del PdL –  approvare questo testo normativo che precede la legge di riordino degli enti locali al fine di stabilire meglio e di più le competenze che i comuni e la Regione dovranno assumere per cercare di offrire ai cittadini sardi servizi sempre più migliori e a costi ridotti. Il percorso che segue all’approvazione della modifica dell’art. 43 dello Statuto Speciale, pur con i limiti che sono in capo al legislatore regionale anche per tale tipo di prerogativa primaria, dovrà garantire a tutti i territori della Sardegna di avere una loro rappresentatività attraverso organismi istituzionali nuovi che superino la configurazione delle province abolite dal referendum popolare.»

«Il PdL è coerente con l’esito dei quesiti referendari e l’approvazione della legge – aggiungono altri due consiglieri regionali del PdL, Pietro Pittalis e Antonello Peru – è la conseguenza delle riforme annunciate nel programma elettorale del presidente Cappellacci. Crediamo nell’attuazione piena delle scelte dei sardi con i referendum. Dopo questa prima fase che avvia l’iter per la cancellazione integrale dell’istituzione Provincia chiediamo che anche il Parlamento acceleri l’iter per la modifica definitiva dello Statuto Speciale della Sardegna così come voluto dal Consiglio regionale. Nessun sardo deve temere questo processo di riforme, tantomeno i dipendenti delle province perché salvaguardare i posti di lavori e i servizi finora erogati dagli enti intermedi non dovranno essere messi in discussione. Queste riforme consentiranno di razionalizzare le risorse e consentire di avviare e potenziare altri servizi e altre iniziative. Quanto si risparmierà dagli apparati che saranno cancellati – concludono Pietro Pittalis e Antonello Peru – sarà utilizzato per far crescere i servizi necessari per i nostri cittadini.»

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