Regione / Sindacato

Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, è intervenuto stamane ai lavori del XIII Congresso regionale della Cgil sarda.

Francesco Pigliaru 1 copia

«Il confronto con i sindacati inizia oggi, e sono certo che sarà un confronto costante e costruttivo, in cui i punti di accordo e condivisione supereranno quelli di divergenza, ragionando insieme. Il mondo è cambiato, problemi nuovi hanno bisogno di soluzioni nuove. Solo attraverso politiche moderne possiamo restituire alla Sardegna la speranza, e ai giovani e ai disoccupati un futuro di lavoro. Dobbiamo avere il coraggio delle scelte, con determinazione e senso di responsabilità».

Il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha aperto così la sua relazione al XIII Congresso della Cgil sarda, questa mattina nella sala dell’Hotel Regina Margherita di Cagliari, intervenendo dopo il segretario regionale Cgil Michele Carrus ed il sindaco di Cagliari Massimo Zedda.

«Vorremmo progettare da subito e con entusiasmo il futuro, invece siamo costretti a impiegare molto tempo per correggere i disastri provocati dal cattivo governo e dal non governo di questi ultimi cinque anni – ha detto il presidente Pigliaru – una Regione cresce e può affrontare la crisi solo se chi la guida ha saputo mettere “fieno in cascina”. Veniamo da una stagione segnata da errori fondamentali, si è fatto credere che la Regione sia un creatore diretto di lavoro. Se non saremo in grado di dire con coraggio che il lavoro non lo creano gli enti pubblici ma le imprese, continueremo a prendere in giro le persone, soprattutto i più giovani. Sbagliato è stato il modo in cui si è affrontata questa profonda crisi industriale, dando soldi a imprese che non erano in grado di sopravvivere né di creare lavoro stabile, invece che costruire alternative di sviluppo. Per questo, oggi, è difficile essere “keynesiani”, cioè immettere risorse pubbliche nel sistema produttivo: abbiamo un bilancio regionale straordinariamente rigido, con una spesa corrente eccessiva. Non tutte, però, sono davvero spese obbligatorie: ci impegneremo per fare scelte e creare spazio per gli investimenti. Intanto stiamo lavorando per aprire il tavolo con il governo sull’allargamento delle maglie del patto di stabilità. Parallelamente agiamo sul fronte della semplificazione: le imprese non devono morire di cattiva burocrazia e questa è una sfida senza alibi, ci vogliono solo coraggio politico e capacità tecnica per cominciare subito.»

Il presidente della Regione si è poi soffermato sul tema della formazione professionale, da rivedere e integrare con i servizi per l’orientamento al lavoro, che necessitano di una profonda riforma.

«I disoccupati hanno diritto di sapere a quale porta bussare per trovare lavoro, e devono essere sostenuti da un sistema di politiche attive – ha spiegato Francesco Pigliaru, sottolineando che da questo punto di vista – siamo all’anno zero, faremo di corsa quello che riteniamo giusto.»

In riferimento all’edilizia scolastica, considerata il punto di partenza, il presidente della Regione ha poi annunciato nei prossimi giorni un’unità di missione «che lavorerà rapidamente per definire un piano di interventi e le coperture finanziarie. Perché nessun settore – ha concluso – ha urgenza d’intervento quanto l’istruzione, è il futuro dei nostri figli».

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