Impresa

Confartigianato: «In 6 anni, approvate ben 629 norme: la metà hanno aggravato la situazione delle imprese».

Luca Murgianu.

Luca Murgianu.

629 norme fiscali approvate in 2.159 giorni. E’ questo il “mostro” fiscal-burocratico che Governo e Parlamento hanno generato dal 29 aprile 2008 al 28 marzo 2014, tra la XVI e la XVII Legislatura.

«A leggere i dati, ci vengono i brividi e si capisce perché, ogni mese, le imprese passino ben 10 giorni su 30 a districarsi dalle norme, pagando bollettini ed F24 e facendo “visita” ai vari uffici, ai commercialisti, ai consulenti e alle varie agenzie di riscossione«, afferma Luca Murgianu, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, commentando i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato nazionale, che ha analizzato tutte le norme fiscali approvate nell’arco dell’attuale e precedente legislatura.

La crescita della pressione burocratica sulle imprese in Italia è confermata esaminando i provvedimenti emanati in 2.159 giorni: in 6 anni, sono state approvate 629 norme fiscali, di cui 72 che semplificano (11,4% del totale), 168 che sono sostanzialmente neutre dal punto di vista dell’impatto burocratico (26,7%) e 389 che presentano un impatto burocratico sulle imprese (61,8%). Quindi quasi due norme fiscali promulgate su tre, aumentano i costi burocratici per le imprese.

Il saldo dell’impatto – dato dalla differenza tra norme che complicano il rapporto con l’Amministrazione fiscale e norme che semplificano – è pari a 317: sulla base di tale valore si può affermare che nei sei anni esaminati, il fisco è cresciuto alla velocità di 1 norma alla settimana (6,8 giorni).

«In pratica, almeno una volta la settimana, il fisco riesce a “creare una nuova norma” – continua Murgianu – ovvero a complicare la già complicata vita alle imprese

Da una rilevazione effettuata sugli artigiani, tra gli adempimenti più complicati ci sono quelli tributari, le comunicazioni all’Agenzia delle Entrate, la tenuta della contabilità, le procedure in materia di edilizia, autorizzazioni per inizio attività, Durc e documentazione appalti, adempimenti per la sicurezza sul lavoro.

Norme e burocrazia contro le quali Confartigianato combatte, anche a livello regionale in Sardegna, ormai da anni.

Norme che, la maggior parte delle volte, non si capisce neanche come applicare o come tentare di non caderci dentro, come nel caso della TASI.

A questo proposito, l’Osservatorio di Confartigianato ha analizzato la situazione tipo di sette profili di imprese artigiane (azienda di produzione software e Ict, parrucchiere-estetista, laboratorio di falegnameria, impresa di autoriparazione, impresa manifatturiera, ristorante e panificio-pasticceria) e ne ha simulato l’eventuale imposizione fiscale.

«L’incremento nazionale medio, rispetto alla tassazione immobiliare del 2013 – spiega Murgianu – potrebbe arrivare al +16,3% (da 1.344 a 1.539 euro) per una autofficina e fino al +21,9% (da 1.359 a 1.556 euro) per una impresa di produzione software. Ecco, ci piacerebbe capire quali servizi per comunità e imprese, i comuni, le regioni e lo Stato, hanno offerto in più nell’arco di 12 mesi.»

«Noi a settembre dello scorso anno lanciammo l’allarme sull’aumento previsto della TARES – riprende il Presidente di Confartigianato Sardegna – sottolineando sia la virtuosità della Sardegna nella raccolta differenziata e denunciando come il costo di smaltimento risultasse essere uno dei più elevati d’Italia.»

Luca Murgianu conclude il ragionamento con due domande: «Come mai nonostante il virtuosismo di imprese e cittadini i  costi non calano mai? Come mai quando si devono effettuare i tagli, si cercano sempre le aziende e i comuni contribuenti?».

 

Comments

comments

Tags:

Leave a Reply