Abbanoa

Una proposta di legge dei consiglieri regionali di Sardegna Vera e Sel per fermare gli “slacci” di Abbanoa.

Fermare la sospensione delle forniture idriche di Abbanoa, senza un provvedimento dell’autorità giudiziale che ne certifichi il credito vantato con gli utenti, è quanto previsto nella proposta di legge presentata da cinque consiglieri del centrosinistra, primo firmatario il capogruppo di Sardegna Vera, Efisio Arbau, dal titolo: «Disposizioni intese a garantire l’accesso universale alla risorsa idrica nella Regione Sardegna».

Il testo di legge è stato predisposto in collaborazione con l’associazione “Casa dei diritti”, rappresentata dall’avvocato, Renato Chiesa, e segue un recente decreto emesso dal Tribunale di Cagliari per l’immediato ripristino della fornitura d’acqua sospesa ad una vedova settantenne di Maracalagonis. Nel decreto si afferma che «la sospensione della somministrazione dell’acqua è utilizzata come strumento di indebita coercizione per ottenere il pagamento dei presunti crediti al di fuori di qualunque accertamento giudiziale e si rivela misura sproporzionata e illogica».

«Con questa proposta di legge – ha dichiarato Efisio Arbau – vogliamo impedire che Abbanoa ricorra allo “slaccio” per ottenere il pagamento delle bollette e vogliamo riaffermare “il diritto all’acqua” anche per quei cittadini che nell’attuale momento di crisi si trovano in condizioni di assoluta difficoltà economica, segnando così un “punto di civiltà”, in linea con le convenzioni internazionali e con il dettato della Costituzione italiana».

L’avvocato Chiesa ha ricordato come siano centinaia i ricorsi pendenti in Tribunale contro gli “slacci” di Abbanoa e il perdurare del fenomeno delle cosiddette “bollette pazze”.

«Il provvedimento si rivolge alle persone in difficoltà e non certo rappresenta un aiuto ai “furbetti”», hanno rassicurato i presentatori della proposta di legge. Il consigliere di Sel, Eugenio Lai (cofirmatario), ha avanzato anche l’ipotesi della costituzione di un apposito capitolo nel bilancio regionale per “le nuove povertà”, così da fare fronte ad una situazione di vera e propria emergenza  che riguarda un sempre crescente numero di cittadini, impossibilitati a pagare tasse, tributi e bollette.

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