Agricoltura

Audizione di Confindustria in commissione Attività produttive sul testo unico del settore agroalimentare.

 IMG_1189Luigi Lotto

La commissione Attività produttive del Consiglio regionale, presieduta da Luigi Lotto (Pd), ha sentito in audizione i rappresentanti regionali di Confindustria sulle proposte di legge in materia di agricoltura, al vaglio della commissione per la realizzazione di un testo organico per il settore.

I rappresentanti dell’industria agroalimentare sarda si sono soffermati in particolare sulla proposta di legge n. 16 (Lotto e più) “sull’istituzione del marchio collettivo della Regione Sardegna per la tracciabilità e la promozione dei prodotti agricoli e agro-alimentari di qualità”. Il presidente Alberto Scanu, Pierluigi Pinna (Confindustria Nord Sardegna) e Roberto Bornioli (Confindustria Sardegna centrale) hanno espresso la paura che queste norme mettano in contrapposizione i produttori con l’industria agroalimentare, discriminando quest’ultima perché non sempre tutte le materie prime sono reperibili nelle quantità necessarie nell’Isola.

Il presidente della Commissione, Luigi Lotto, ha chiarito agli auditi che non c’è alcuna volontà di creare contrapposizione o di avere atteggiamenti punitivi nei confronti dell’industria agroalimentare, ma di aiutare a decollare il comparto agricolo ancora troppo debole rispetto a quello delle altre regioni di Italia. Lotto ha ricordato che in altre regioni, con minori potenzialità della Sardegna, dove è stato adottato il marchio di qualità regionale, il settore agroalimentare ha avuto  una significativa crescita di fatturato.

«Non c’è – ha sottolineato Lotto – alcuna volontà da parte del legislatore di creare ulteriore burocrazia, anzi c’è quella di semplificare gli adempimenti attraverso l’approvazione di un testo unico per il settore, che vuole stimolare anche la collaborazione tra i diversi soggetti della filiera produttiva.»

D’accordo sul marchio collettivo anche il vice presidente della commissione, Luigi Crisponi (Riformatori sardi), il quale ha spiegato ai rappresentanti di Confindustria che il marchio Sardegna ha un valore anche a livello promozionale e di marketing. L’esponente della minoranza ha evidenziato che oltre ai cittadini sardi, l’Isola vanta la presenza di oltre 10 milioni di turisti all’anno che ricercano e vogliono mangiare sardo, ossia prodotti locali.

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