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Modesto Fenu (Zona Franca Sardegna): «Il #calendario venatorio è un danno per l’ambiente isolano».

Modesto Fenu copia

«Questo calendario venatorio è da annullare immediatamente, in quanto irrazionale, privo di un fondamento logico, dannoso per i sardi. Una proposta davvero senza senso, che rischia di produrre solo disastri per lo svolgimento sereno dell’attività venatoria». Non utilizza giri di parole il capogruppo del Movimento Zona franca, Modesto Fenu, per contestare il programma per la nuova stagione della caccia emerso stamattina nel corso della riunione del Comitato faunistico regionale.

«Si tratta – aggiunge il leader del Gruppo Sardegna nell’assemblea di via Roma – di un provvedimento che contrasta con la logica e la specificità e la biodiversità dell’ambiente isolano, con gli usi ed i costumi della tradizione sarda.» Un calendario che propone diversi aspetti anacronistici, come la chiusura alla caccia del tordo – una delle attività principali – all’8 gennaio.

«Mentre – osserva Fenu – in Corsica, con delle peculiarità del tutto identiche alla Sardegna rispetto ai flussi migratori, si chiude il 20 febbraio.» Oppure, un limite esagerato posto a 40 cinghiali per ogni squadra a giornata di caccia. «Una mostruosità al di fuori della logica, che potrebbe innescare meccanismi di rivalità futile e pericolosa. Non si comprende il senso della scelta, con un limite che passa da 5 a 40. Si affronta in modo superficiale e non esaustivo il problema del governo delle specie nocive e dei risarcimenti doverosi a chi da queste subisce i danni, senza garantire le adeguate coperture finanziarie che comportano per giunta un esoso onere a carico del bilancio regionale».

L’attuale calendario venatorio appare quasi un regalo alla vicina isola francese. «In tanti partiranno verso la #Corsica, che non solo continua a ringraziare l’ex governatore Soru, oggi avrà lo stesso ringraziamento per l’attuale assessore all’ambiente Spano». Ecco perché si contesta il calendario. «E’ ora di smetterla – tuona Fenu – con questi pregiudizi nei confronti di chi pratica l’attività venatoria, visto che solo grazie alla caccia si è consentito di evitare l’estinzione dell’uomo». Non solo. L’organismo è da rivedere. «Proprio così – aggiunge l’esponente di Zona Franca – occorre nominare il Comitato faunistico regionale, nominare un nuovo gruppo e, soprattutto, espellere dall’attuale istituto chi ha addirittura gioito per le occasioni in cui i cacciatori hanno perso la vita, auspicando che altri facciano la stessa fine. Queste persone non meritano alcuna considerazione all’interno del Comitato faunistico né tantomeno di un organismo regionale». Altra nota dolente emersa dalla riunione di stamattina. «Non si è mai visto un assessore tecnico, non eletto dai cittadini, che vota durante la commissione». Fenu annuncia una grande mobilitazione dell’universo venatorio isolano. «Non si può continuare su questa strada – dice l’esponente di Zona Franca – i cacciatori sono i custodi primari della fauna e contribuiscono a salvaguardare l’ambiente. Prendiamo atto che l’attuale maggioranza non vuole valorizzare un patrimonio di risorse umane immenso, disconoscendo un ruolo attivo alle sentinelle del paesaggio come i cacciatori». C’è poi un progetto. «Proporremo un disegno di legge di iniziativa popolare per cancellare l’attuale legge venatoria regionale, inadeguata rispetto alla specificità della biodiversità della Sardegna. E’ inoltre insensato che il calendario sia elaborato in base alle direttive dell’#Ispra, che nulla ha da spartire con la Sardegna. Per questo sollecitiamo l’immediata attivazione dell’istituto regionale per lo studio della fauna sarda».

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