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Sadirs: «La sbandierata riforma, annunciata dalla Giunta regionale con grande enfasi, si è rivelata molto al di sotto delle aspettative».

Palazzo della Regione 1 copia

Presa di posizione del Sadirs, sindacato autonomo dei dipendenti della Regione Sardegna, sull’approvazione da parte della Giunta regionale della deliberazione n.26/4 del 08 luglio 2014, contenente l’allegato disegno di legge recante “Modifiche e integrazione alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 “Disciplina del personale regionale e dell’organizzazione degli uffici della Regione”.

«La sbandierata riforma, annunciata dalla Giunta regionale alla stampa con grande enfasi – si legge in una nota del sindacato autonomo Sadirs – nella realtà dei fatti si è rivelata molto al di sotto delle aspettative: si tratta, infatti, di un testo che non contempla la riforma organica dell’apparato amministrativo e del suo funzionamento, ma si limita a delegificare il processo di riordino delle direzioni generali e a dettare specifiche disposizioni su alcuni argomenti spot, evidentemente ritenuti particolarmente rilevanti dalla parte politica, ma perlopiù inconsistenti o scarsamente incisivi, per chi con l’inefficienza, la lentezza e l’eccesso di burocrazia, si confronta tutti i giorni. E’ pur vero che il sistema così teorizzato dovrebbe risultare più dinamico e quindi adattabile alle esigenze dell’Amministrazione, ma di contro il potere conferito in tal modo alla Giunta Regionale assume una valenza rilevantissima, consentendo alla maggioranza di turno di variare a piacimento l’organizzazione, attraverso l’emanazione di semplici delibere.»

«In linea generale, a nostro avviso – aggiunge la nota – si sta perdendo, ancora una volta, la possibilità di intervenire in modo efficace su una Legge che va aggiornata e migliorata nel suo complesso: questo ddl è semplicemente un intervento tampone che non risolve affatto le criticità esistenti che rendono complessa e contraddittoria la funzionalità della macchina burocratica. Dal punto di vista tecnico, la proposta normativa ha per molti aspetti un approccio superficiale, confusionario e non sempre integrato col contesto normativo su cui si vorrebbe incidere, che di fatto, vanifica l’intenzione, valutata positivamente, di voler finalmente cambiare lo status quo e affrontare, seppure molto parzialmente, alcuni aspetti dell’attuale cornice normativa, oramai non più al passo con i tempi.»

«Emerge, dunque, un quadro caratterizzato da qualche luce e molte ombre – conclude la nota del sindacato autonomo Sadirs – fra i temi trattati dal ddl meritano menzione, l’individuazione del sostituto dei Direttori generali, la revisione della pianta organica (sarà la volta buona?) e la mobilità interna ed esterna al comparto.»

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