Ambiente

Donatella Spano: «Lo stop delle ricerche petrolifere a mare è una vittoria della Regione e dei territori.»

Donatella Emma Ignazia Spano 1 copia
Finalmente una buona notizia per quanti da diversi mesi si battono per impedire la realizzazione di ricerche petrolifere nel mare della Sardegna.
L’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Donatella Spano, ha ufficializzato ier la decisione presa qualche giorno fa a Roma, annunciando che «si è conclusa con esito negativo la fase istruttoria della Commissione Valutazione Impatto Ambientale (VIA), del ministero dell’Ambiente, sul progetto di prospezione geofisica nel Mar di Sardegna, presentato dalla società texana Schlumberger, per la ricerca di idrocarburi». 
L’area oggetto dell’istanza di permesso di prospezione è localizzata nel Mar di Sardegna, all’interno della zona marina “E”, e ricopre una superficie di 20.922 chilometri quadrati. Il lato più vicino alla costa è quello occidentale, che dista oltre 24 miglia nautiche dalla Sardegna (24,3 miglia da Capo dell’Argentiera) e circa 33 miglia nautiche da Alghero.
La Commissione VIA, nella seduta del 7 novembre, ha espresso una compatibilità ambientale negativa sul progetto, basandosi sul principio di precauzione e sulla sensibilità dell’area, limitrofa al Santuario dei Cetacei Pelagos e interamente interclusa nella Zona di protezione ecologica delimitata con il DPR 27 ottobre 2011 n. 209, come evidenziato dalla Regione Sardegna nel suo parere negativo. Per giungere alla formulazione della scorsa settimana, la Commissione VIA ha tenuto conto, oltre che del parere fortemente negativo espresso dall’assessorato della Difesa dell’Ambiente, anche delle numerose altre osservazioni pervenute.
«Come assessorato dell’Ambiente – ha dichiarato l’assessore dell’Ambiente – esprimiamo la più viva e convinta soddisfazione per il risultato dell’istruttoria che porterà all’emissione del parere negativo VIA da parte del ministero dell’Ambiente. Una soddisfazione che viene dal contributo fornito dalla Regione Sardegna e dai tanti rappresentanti nei territori che si sono opposti all’iniziativa. Con questo impegno a più voci, si è riusciti a evitare che si potessero determinare situazioni di grave rischio e pericolo per l’ambiente marino limitrofo alle nostre coste.»

 

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