Agricoltura

I dipendenti dell’Ara Sardegna hanno chiesto alla Regione chiarezza sul loro futuro e sulla possibilità di essere integrati nell’organico dell’agenzia Laore.

I dipendenti dell’Ara Sardegna hanno chiesto alla Regione chiarezza sul loro futuro e sulla possibilità di essere integrati nell’organico dell’agenzia Laore nel corso dell’audizione dei sindacati dei 294 lavoratori dell’associazione in Commissione Attività produttive, presieduta da Luigi Lotto (Pd).

Giuseppe Lai (Confederia) ha chiesto perché, a distanza di tre mesi e mezzo dall’approvazione dell’ordine del giorno unitario «sulla necessità di procedere con le immediate azioni necessarie a porre fine all’annosa ed inaccettabile, tanto sul piano morale che su quello giuridico, situazione di incertezza e precarietà in cui permangono i dipendenti ARAS», ancora niente è stato fatto. Lai ha ricordato che quest’anno i dipendenti sono rimasti senza stipendio per cinque mesi e che si sono dovuti indebitare per poter provvedere al mantenimento delle proprie famiglie. Il rappresentante sindacale ha ricordato che il loro lavoro ha portato importanti risultati per il settore zootecnico sardo con un miglioramento della qualità del latte e con la vaccinazione diretta dei capi ovini contro la Blue tongue e conseguente riduzione dei contagi. Un patrimonio di competenze, secondo Lai, che la Regione non può perdere e che inserito all’interno di Laore sarebbe in grado di portare ben più ampi risultati.

Marino Contu, direttore dell’Aras, sentito anche lui in audizione, ha poi presentato i numeri e un quadro completo dell’associazione che ha necessità per l’anno in corso di altri 2 milioni e 600mila euro. Contu ha spiegato che l’Aras ha ridotto in maniera notevole i costi: segue oltre 9.746 aziende con un costo per azienda di 1.518 euro, contro i 2.877 euro del 2011 e i 1580 del 2013. Su 294 dipendenti, soltanto 16 sono amministrativi, gli altri sono veterinari, zootecnici, addetti al laboratorio e ced.  I dipendenti hanno un’età media di 52 anni e 7 mesi e  sono sempre presenti sul territorio, nelle aziende e dagli allevatori, con un tasso medio di assenza per malattia bassissimo: 4 giorni l’anno. L’Aras ha avuto un  costo complessivo di gestione di 14 milioni 482mila euro per il 2014 di cui 13milioni e 154mila euro per il personale con un risparmio del 4,25 per cento rispetto al 2013. Gli altri costi sono costi di gestione e spese generali.

A fronte di questi costi l’Aras si occupa di Benessere animale, piano di Qualità del latte ovicaprino, Piano di qualità del latte bovino, profilassi diretta alla Blue tongue, assistenza tecnica tradizionale a favore degli allevamenti che ne fanno richiesta, analisi per conto dell’Istituto zoo profilattico (45per cento delle analisi dell’Izs), ricerca e formazioni dei dottorandi di Medicina veterinaria e Scienze agrarie, azioni di coordinamento delle Associazioni provinciali allevatori, monitoraggio e analisi del rischio delle principali patologie emergenti, protocollo operativo per le Aflatossine nel settore ovino del latte, autocontrollo per la paratubercolosi bovina e analisi del latte di singola bovina per la diagnosi di gravidanza.

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