Riforme

Si moltiplicano i commenti dei consiglieri regionali, di maggioranza e opposizione, dopo l’approvazione della legge di riordino del sistema degli Enti locali.

Palazzo del Consiglio regionale 3 copia

Si moltiplicano i commenti dei consiglieri regionali, di maggioranza e opposizione, dopo l’approvazione della legge di riordino del sistema degli Enti locali.

«Dopo l’approvazione della legge di riordino del sistema degli Enti locali – dice Gavino Manca, consigliere regionale del PD – serve un’azione convinta e decisa per il riequilibrio tra i diversi territori della Sardegna. Serve, in particolare, un segnale forte e chiaro che vada in controtendenza rispetto alla politica di accentramento che, negli anni, si è realizzata su Cagliari.»

«Oggi la maggioranza ha raggiunto un importante risultato su un tema delicato e difficile che da anni è oggetto di confronto politico e di dibattito nei territori ma sono certo che altri se ne potranno conseguire su una materia vitale per la crescita e lo sviluppo delle nostre comunità. Il riconoscimento della rete metropolitana per il sassarese va in questa direzione – conclude Gavino Manca – e certifica l’impegno profuso dai consiglieri della maggioranza per migliorare il testo originario del provvedimento.»

«Speranze deluse, aspettative saltate e tanti possibili vantaggi mancati. Non ci sono dubbi. Questa legge, che avrebbe dovuto rappresentate un trampolino di lancio per le autonomie locali, è un pasticcio – commenta Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’UDC -. Il disegno è diventato un mostro di enti e differenziazioni che renderanno inefficace il testo. Si è preferito scontentare territori, Comuni, sindaci e semplici cittadini.»

«La Città metropolitana di Cagliari è, per esempio, un organismo che allarga la disparità tra i territori. Sarebbe stato opportuno istituire due città metropolitane per venire incontro a tutte le richieste. Con le Unioni dei Comuni si rischia di cancellare l’identità dei centri isolani, che saranno sempre più fagocitati all’interno di organismi allargati. Un minestrone indigesto – conclude Gianluigi Rubiu – che rallenterà l’erogazione dei servizi ai cittadini, a causa della spartizione di funzioni con decine di figure ed enti diversi.»

«Con l’approvazione di questa legge perde la Sardegna – ha detto il consigliere regionale Edoardo Tocco (FI) -. Da cagliaritano doc sono profondamente amareggiato perché il capoluogo non può accentrare tutti in servizi, attraverso l’istituzione della città metropolitana. Si rischia di avere un unico polo egemone nell’Isola, con la città di Cagliari che risucchia gli altri centri. Il pericolo è scaturito anche dal progetto delle Unioni dei Comuni con tanti piccoli paesi che potrebbero essere fagocitati dai grandi centri isolani. Purtroppo – conclude Edoardo Tocco – ci troveremo di fronte alla cancellazione dell’identità costituita dalla storia dei tanti paesi della Sardegna, con un deficit di democraticità dato dalla perdita di potere dei consigli comunali.»

«Il “cagliaricentrismo” è legge e trionfa nella riforma degli Enti Locali approvata dal centrosinistra al governo della Regione – ha sottolineato Antonello Peru (FI) -. L’Isola è così diventata un piano inclinato che fa scivolare verso Cagliari competenze, funzioni, servizi e soprattutto risorse. Al resto dell’Isola non resta, invece, che la mortificazione politica e la negazione delle legittime aspirazioni per un futuro di crescita e sviluppo, sebbene oggi, con l’approvazione della legge sugli Enti Locali, non ci sia un vincitore, ma soltanto un milione e seicentomila sconfitti, perché con la Sardegna divisa a perdere sono tutti i sardi. Così, il professor Pigliaru rinunciando a combattere il governo di Roma per difendere gli interessi dei sardi sta trasformando la Sardegna in un campo di battaglia – ha concluso Antonello Peru -, dove a fronteggiarsi sono i sardi l’uno contro l’altro armati sui trasporti come sulla sanità, sulla scuola come sugli Enti locali.»

Comments

comments

Tags: , ,

Leave a Reply