Parco Geominerario

Ignazio Locci (FI) chiede alla Regione di salvaguardare le attività e i posti di lavoro della società Ati Ifras.

Il consigliere regionale di Forza Italia Ignazio Locci interviene sulla vicenda Ati Ifras, sottolineando che «la fallimentare norma approvata dalla maggioranza del Consiglio regionale allo scopo di salvare i posti di lavoro, merita un supplemento di approfondimento». «Alla questione lavoro (i 525 operai dal primo gennaio saranno a tutti gli effetti disoccupati e privi di certezze, nonostante le rassicurazioni del centrosinistra) vi è un altro aspetto non meno importante – dice Ignazio Locci -: la continuità dei progetti portati avanti da Ati-Ifras e dai lavoratori del Geoparco, sulla quale la norma non dice alcunché, creando un vuoto abissale». 

«La Giunta e la sua maggioranza avevano a disposizione un anno di tempo per predisporre i bandi pubblici per la ricerca dei soggetti privati e dare continuità ai lavoratori e ai cantieri. Ma come è chiaro a tutti, si è tergiversato e ci ritroviamo oggi con una norma capestro che tutto fa meno che offrire sicurezza. Il punto è che si parla di progetti portati avanti in 80 Comuni della Sardegna: dalla Necropoli punica di Sant’Antioco, al sito di Pani Loriga a Santadi (peraltro inaugurato a suon di fanfare dal presidente Francesco Pigliaru); dai siti minerari di Iglesias al complesso nuragico di Sirai a Carbonia; da Guspini a Porto Torres. Insomma, una miriade di progetti, compresa la cura del verde pubblico, che adesso conosceranno un lungo periodo di stop. Mi auguro che la Giunta regionale rinsavisca – conclude Ignazio Locci – e prenda atto del grave danno che sta creando con questa norma e trovi al più presto i rimedi che salvaguardino sia i posti di lavoro, sia il proseguo delle attività nei cantieri.»

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