Referendum

Il comitato promotore per l’inserimento del principio di insularità in Costituzione, ha attivato un percorso di alternanza scuola-lavoro.

Le sarde e i sardi hanno diritto a pari opportunità col resto d’Italia e d’Europa. Da tale assunto, semplice quanto fondante, è partita la campagna culturale, sociale e politica per l’inserimento del principio di insularità in Costituzione. Il concetto di “isola” è da troppo tempo associato a quello di “isolamento”, al punto che, per una sorta di determinismo geografico, chi nasce in un’isola come è la Sardegna, si trova in una “naturale” condizione di esclusione e di marginalità. Talmente pervasiva è stata tale percezione che gli stessi sardi, spesso, fanno di ciò una caratteristica naturale.

Il Comitato per l’insularità in Costituzione ha voluto, fin dalle prime attività, tematizzare in termini istituzionali la questione: pari opportunità e diritti significa veder riconosciuto un principio; tale principio non può realizzarsi solo attraverso regimi di vantaggio negli spostamenti (continuità territoriale etc.); tale principio non è una novità, giacché si tratta di declinare a favore delle giovani e dei giovani sardi (a loro soprattutto ci si rivolge) l’articolo 3 della Costituzione.

Se è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli economici e sociali che fissano punti di partenza differenti, in Italia, a seconda del luogo di nascita, è evidente come la richiesta di pari dignità geografica sia non già pretendere privilegi, bensì vedere riconosciuti diritti fondamentali. Anche perché il processo attivato dal Comitato promotore vuole davvero essere il coronamento della riscoperta e messa in valore dei caratteri dell’isola, e non esaurirsi nel tempo di una campagna elettorale.

I principi alla base della campagna referendaria hanno stimolato la costante dialettica tra cittadini, intellettuali, studiosi; l’affermarsi di buone prassi e comportamenti collaborativi e inclusivi; la promozione di concetti quali Costituzione, insularità, pari opportunità, interdipendenza, reciprocità, coesione, la raccolta di migliaia di firme (92.000) a significare una partecipazione popolare reale.

La presa di coscienza dell’insularità positiva potrà radicarsi definitivamente solo se passerà attraverso l’azione delle studentesse e degli studenti sardi. A tal fine il comitato promotore ha attivato un percorso di alternanza scuola-lavoro con il Liceo Scientifico Leon Battista Alberti, I.I.S. Tecnico Nautico Buccari – Marconi, Liceo Classico Giovanni Maria Dettori, I.I.S. (Liceo linguistico, Liceo scienze umane, Istituto tecnico tecnologico) De Sanctis – Deledda, Liceo Artistico Foiso Fois, Liceo Scientifico Antonio Pacinotti,Liceo Classico Giovanni Siotto Pintor.

L’obiettivo di tale progetto è appunto la presa di coscienza, da parte di studentesse e studenti delle scuole secondarie di II grado del concetto stesso di insularità e della necessità di superare le condizioni ostative del riconoscimento di una parte dell’identità nazionale – costituita dalla Sardegna e dalle sue isole – negli aspetti storici, geografici, insediativi, storico culturali, economici. Il disconoscimento del concetto di insularità, sottraendo opportunità di sviluppo per i residenti nell’isola, temporanei o definitivi, rappresenta, infatti, una visione da modificare, a partire appunto dal mondo giovanile.

Gli studenti e le studentesse coinvolti approfondiranno precisi argomenti (economici, ambientali, storici, culturali, sociali) riguardanti la Sardegna; da ciò partiranno per la creazione di “moduli” da sviluppare nel corso di conferenze durante le quali dialogheranno con studiosi, esperti, professionisti e pubblici decisori. I risultati delle attività saranno diffusi dai media partner L’Unione Sarda, Videolina online e Radiolina. Lungo il loro percorso di ricerca saranno supportati dal comitato promotore, che farà dei materiali prodotti la base per le sue future azioni di promozione, conoscenza e diffusione.

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