Referendum

Art. 1 – Mdp, Radicali italiani ed associazione Luca Coscioni lanciano la campagna per 4 referendum regionali.

Fra qualche giorno partirà la raccolta delle firme per 4 referendum regionali (regionalizzazione dell’Anas, attuazione dei punti franchi doganali, cannabis terapeutica e per uso ludico), promossa dal Comitato referendario “Pro Sardinia” di cui fanno parte Art. 1 – Mdp, i Radicali italiani e l’associazione Luca Coscioni.

Lo ha annunciato il capogruppo di Art. 1 – Mdp in Consiglio regionale Daniele Cocco, aggiungendo che «l’iniziativa ha lo scopo di smuovere lo stallo della Regione e introdurre nel nostro ordinamento innovazioni molto utili e concrete per i sardi; abbiamo 4 mesi di tempo per raccogliere le 10.000 firme necessarie ma crediamo che ci vorrà molto meno perché sentiamo un grande entusiasmo sulle nostre proposte».

Il consigliere Paolo Zedda, anche nella sua veste di presidente del Comitato “Pro Sardinia”, ha parlato di quesiti storici che, in caso di esito positivo dei referendum, «assicureranno alla Sardegna una forte crescita culturale, sociale ed economica». «Per quanto riguarda la cannabis per uso terapeutico – ha affermato entrando nel dettaglio dei singoli quesiti – è un farmaco nuovo che cura molte patologie importanti (dalla sclerosi multipla al dolore cronico) ma la sua produzione è del tutto insufficiente: se la producessimo in Sardegna, come proponiamo, potremmo avere un ritorno di circa 150 milioni l’anno ed un indotto occupazione di 10.000 posti di lavoro in 3 anni. Quella per uso ludico – ha aggiunto – ci consentirebbe di raggiungere le migliori pratiche mondiali ed europee, basti pensare all’Olanda dove il proibizionismo è finito vent’anni fa e adesso ci sono meno tossicodipendenti, meno morti per overdose, meno detenuti per reati collegati agli stupefacenti”.

Paolo Zedda ha poi illustrato il quesito su punti franchi ricordando fra l’altro che «il commercio marittimo sta profondamente cambiando: nei prossimi anni il 40% delle merci transiterà per il Mediterraneo e la Sardegna può trovarsi al centro di questi flussi, che sono commerciali ma anche economici, basti pensare che la Cima sta investendo in questo settore 1.800 miliardi di dollari».

Quanto alla regionalizzazione dell’Anas, secondo Paolo Zedda, «può essere un fattore strategico di sviluppo in una Regione come la nostra che è l’ultima in Italia per la rete di infrastrutture stradali». «Trasferire qui risorse finanziarie ed umane – ha precisato – significa poter gestire direttamente fondi per circa 1 miliardo e soprattutto controllare in modo incisivo contratti ed appalti, in modo da aiutare concretamente le aziende sarde».

Dopo l’intervento dei consiglieri regionali è stato proiettato un breve video sui temi della campagna referendaria realizzato dalla società “Anonima comunicazione”. Oltre ai banchetti nei capoluoghi di provincia che saranno attivati fin dalla prossima settimana, gli organizzatori prevedono che, entro 15 giorni, saranno disponibili i moduli per le firme in tutti i Comuni della Sardegna.

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