Sanità

Il Partito dei Sardi contesta i criteri di attuazione della riforma della rete ospedaliera: «Non è quella votata dal Consiglio regionale».

Dura presa di posizione del Partito dei Sardi sui criteri di attuazione della riforma della rete ospedaliera.

«Il Consiglio regionale ha fatto una riforma sofferta che abbiamo corretto in molti punti per tutelare i territori svantaggiati ma ora viene di fatto stravolta con atti amministrativi e questo per noi è un problema politico – ha detto stamane il capogruppo del Pds Gianfranco Congiu illustrando in una conferenza stampa due interrogazioni del gruppo riguardanti casi concreti che dimostrerebbero come la riforma stia procedendo in una direzione diversa da quella indicata dall’Assemblea -. La prima si riferisce ai criteri opachi e discutibili, anche sotto il profilo delle competenze, che stanno accompagnando l’individuazione dei vertici delle 49 strutture complesse del sistema sanitario regionale mentre la seconda, sulla situazione degli organici del Santissima Annunziata e dell’Aou di Sassari, fa emergere un dato strutturale che determina il blocco dei servizi in quella realtà.»

«Per quanto riguarda le strutture complesse – ha rimarcato il consigliere Augusto Cherchi, componente della commissione Sanità – contestiamo sia il ripescaggio della norma di salvaguardia sui dirigenti medici (già abolita da una legge nazionale) in base alla quale gli stessi, in presenza di una valutazione negativa, conservano un incarico di pari valore, sia i criteri di comparazione dei curricula sui quali viene fatta la scelta di ricoprire le posizioni apicali.»

«A Sassari – ha aggiunto Augusto Cherchi soffermandosi sul tema della seconda interrogazione – si sta verificando una situazione paradossale perché l’accorpamento fra Santissima Annunziata a Azienda ospedaliero-universitaria doveva essere realizzato dal 2015 con una ripartizione equilibrata del personale fra i due stabilimenti dove complessivamente operano oltre 3.000 unità; invece si è verificato che 1300 dipendenti sono passati dalla ex Asl alla Aou ma non viceversa, per cui ci sono forti carenze nel settore amministrativo e vuoti in organico per 30 dirigenti in settori chiave dell’azienda.»

«Infine – ha concluso Augusto Cherchi commentando l’andamento della riforma della rete ospedaliera – assistiamo a molti atti della Direzione generale che vanno in direzione opposta a quella stabilita dal Consiglio; gli esempi sono numerosi ma cito soltanto la permanenza dei punti di pronto soccorso collegata alla presenza degli elicotteri, collegamento che il Consiglio aveva escluso ed è chiaro che se viene ripristinato tornano in discussione le strutture di base delle zone svantaggiate.»

«Dal punto di vista politico – ha sottolineato il consigliere Piermario Manca – viene fuori una distacco quasi siderale fra l’azione della Giunta e degli assessorati e le leggi del Consiglio, col risultato che da una parte si fanno le riforme e dall’altra si fa di tutto per non applicarle e questo non succede solo nella Sanità.»

«Per queste ragioni – ha osservato l’altro consigliere del Pds Roberto Desini – non siamo in sintonia con l’assessorato della Sanità, fra breve ci occuperemo della individuazione dei ruoli di vertice nella ex Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe dove secondo noi sono stati discriminati professionisti validi assunti con regolare concorso e con una trentennale anzianità di servizio; ci dissociamo da certi atteggiamenti, come gli elettori che stanno mandando segnali molto chiari in proposito.»

«Il mandato del Consiglio regionale – ha detto infine il segretario nazionale del Pds Franciscu Sedda – era molto chiaro: la riforma deve garantire una sanità che funzioni in coerenza con le specificità della nazione sarda; ci sembra che questo mandato non venga rispettato ed è per questo che i sardi continuano ad avere una percezione negativa del sistema sanitario regionale.»

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