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E’ iniziato l’iter per il ritorno alla provincia del Nord Est della Sardegna, ed ora si muovono (finalmente) anche Sulcis Iglesiente, Medio Campidano ed Ogliastra.

E’ iniziato l’iter per il ritorno alla provincia del Nord Est della Sardegna, ed ora si muovono (finalmente) anche Sulcis Iglesiente, Medio Campidano ed Ogliastra. La commissione Autonomia del Consiglio regionale ha dato il via libera all’istituzione della provincia del Nord Est, proposta da un fronte trasversale, primo passo per il ritorno alla provincia di Olbia Tempio cancellata dal referendum insieme alle province di Carbonia Iglesias, Medio Campidano ed Ogliastra. L’iter per ora riguarda solo la provincia della Gallura ma 8 giorni fa, in Consiglio regionale, è stata presentata un’altra proposta di legge, primo firmatario Luca Pizzuto, con la quale si propone il ritorno alle province democraticamente elette, in sostanza di riportare il sistema delle autonomie locali della Sardegna alle 8 province esistenti prima del referendum abrogativo. La cancellazione delle quattro province ha portato alla nuova legge regionale che ha istituito la città metropolitana di Cagliari e la provincia del Sud Sardegna, al fianco delle altre tre province storiche di Sassari, Nuoro e Oristano. Il cambiamento ha portato pesanti penalizzazioni alle aree delle province cancellate, dove sono mancate ingenti risorse e quindi servizi. Il caso della provincia del Sud Sardegna è lampante, con una provincia mastodontica formata da ben 107 Comuni, nei quali strade e scuole, due delle principali competenze delle province, denunciano carenze gravissime. Con la cancellazione delle province si pensava di cancellare gli sprechi e di migliorare il sistema delle autonomie locali. I risultati dicono che i risparmi si sono rivelati assai modesti, mentre notevoli sono stati i tagli ai trasferimenti e quindi le mancate coperture dei servizi per i territori, soprattutto nelle periferie. La cancellazione delle quattro province avrebbe avuto un senso diverso se, come era stato previsto nel referendum costituzionale del Governo Renzi, fossero state cancellate tutte le province e si fosse effettivamente riformato il sistema delle autonomie locali. Viceversa, con la bocciatura del referendum costituzionale, le province sono rimaste, private della componente consiliare democraticamente eletta, con amministratori straordinari e Consigli formati dai sindaci, le cui elezioni hanno subito ripetuti rinvii. Le uniche province cancellate, in Italia, sono state quelle di Olbia Tempio, Carbonia Iglesias, Medio Campidano ed Ogliastra.

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