Zone Franche Urbane

Piano Sulcis: con la Zona Franca Urbana, le piccole imprese hanno già incassato sconti fiscali per oltre 60 milioni di euro.

Al controllo del mese di settembre 2018 risulta che il beneficio fiscale e contributivo di cui hanno effettivamente usufruito le piccole e micro imprese del territorio con la Zona Franca Urbana del Piano Sulcis, ammonta a 60.090.991 euro. Questo notevole sconto nelle tasse e nei contributi sociali da pagare ha riguardato 3.604 imprese, che hanno ricevuto per questa un considerevole e consistente aiuto a partire dal 2014.

La dotazione finanziaria del Piano Sulcis per la Zona Franca Urbana è di circa 125 milioni di euro. Le aziende hanno già utilizzato mediamente il 48 per cento delle risorse assegnate. Se questo vale mediamente, la situazione è diversa da azienda a azienda. Quelle più grandi, infatti, hanno usato molto più rapidamente lo sconto fiscale e contributivo. Qualche dettaglio: 912 imprese ne hanno usufruito per meno del 25 per cento, 579 imprese tra il 25 ed il 50 per cento, 478 imprese tra il 50 ed il 75 per cento e 1.635 imprese tra il 75 ed il 100 per cento.

I controlli effettuati hanno portato alla revoca del beneficio a 233 imprese per irregolarità, con un conseguente recupero di circa 6 milioni di euro.

Sul totale di 4.375 imprese ammesse al beneficio, 771 imprese non ne hanno mai usufruito. Si tratta di imprese inattive che bloccano però risorse per circa 23 milioni di euro. Queste risorse potrebbero essere sbloccate e riassegnate per un nuovo bando. Per fare questo serve però una disposizione di legge. Già in due occasioni in Parlamento sono stati proposti emendamenti al riguardo ma per varie ragioni non sono stati approvati. La prossima occasione potrebbe essere quella della legge di stabilità il cui esame inizierà nella seconda metà di ottobre.

«La zona franca urbana è una vera e propria zona franca fiscale per le piccole e micro imprese del Sulcis Iglesiente – ha commentato il coordinatore del Piano Sulcis, Salvatore Cherchi -; bisogna revocare i 23 milioni bloccati da aziende inattive e assegnarli ad un nuovo bando anche per  includervi le nuove imprese nel mentre costituite.»

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