Sviluppo / Tradizione

Raffaele Paci a Nuoro: «Capitale umano ed innovazione devono incrociare le tradizioni locali per creare occupazione e sviluppo nelle zone interne».

«Capitale umano e innovazione sono i due pilastri fondamentali della nostra azione politica. Il capitale umano è uno degli strumenti più importanti per lo sviluppo, per favorire la crescita delle imprese e delle nostre Università, per la formazione dei giovani laureati, e per garantire un nuovo modo di insegnare ai giovanissimi nativi digitali. Così come l’innovazione anche nei settori tradizionali è l’unico vero strumento a nostra disposizione per diventare competitivi a livello internazionale, abbattendo le barriere geografiche e le difficoltà legate al fatto di essere un’isola. Dal capitale umano parte tutto e attraverso l’innovazione passa tutto, per creare impresa e nuove occasioni di lavoro: ma per renderlo possibile è indispensabile  incrociare le attitudini del territorio, in questo caso ambiente, foreste, controllo del bestiame, artigianato e gioielli, archeologia.»
L’ha detto l’assessore regionale della Programmazione Raffaele Paci a Nuoro, al convegno “Investiamo in Ricerca e Innovazione” organizzato dal Banco di Sardegna, nella sede della Camera di Commercio, in occasione di Autunno in Barbagia. Era presente anche l’assessore della Sanità Luigi Arru. In platea tanti studenti, che hanno raccontato la loro esperienza con progetti innovativi e sfide ad alta tecnologia all’interno delle scuole che frequentano.

«È chiaro che quando parliamo di settori ad alta tecnologia non si può prescindere da capitale umano e innovazione – ha sottolineato Raffaele Paci -. La sfida è invece riuscire a utilizzare innovazione e digitale anche in settori più tradizionali come energia, agroalimentare, ambiente, e poi turismo e artigianato, perché solo applicando tecnologie all’avanguardia alle specifiche risorse di un territorio riusciamo a valorizzarle e superare i confini regionali, a muovere l’economia, a creare sviluppo e occupazione. Consideriamo perciò strategico sostenere le imprese innovative, come già facciamo con la strategia di specializzazione intelligente S3, i bandi, gli strumenti finanziari e altrettanto strategico aiutare le imprese più tradizionali a innovarsi e acquisire le giuste competenze:»

Una cosa è certa: tutto deve partire dalla scuola. Dall’insegnamento, che deve adeguarsi alle attitudini dei nativi digitali, fornire loro i giusti strumenti, prepararli alle sfide lavorative globali con cui dovranno confrontarsi. «Questo è  per esempio uno degli obiettivi di Iscol@ – ha ricordato Raffaele Paci sottolineando l’importanza di puntare su coding e programmazione, con la consapevolezza che moltissimi dei bambini che oggi frequentano le elementari faranno un lavoro che oggi neanche esiste, e dunque bisogna dare loro gli strumenti giusti per prepararsi -. Non è pensabile che con i nostri studenti vengano usati gli stessi metodi di decenni fa, il mondo è cambiato e la scuola è la prima a doversi adeguare per garantire la giusta formazione, non un inutile accumulo di nozioni».

Il momento decisivo per capitalizzare il percorso di formazione e innovazione è quello in cui si riesce a incrociarlo con le risorse locali per farlo diventare impresa. «È in quel momento che si riesce a creare davvero sviluppo e lavoro. Abbiamo un patrimonio unico al mondo che nessuno può replicare. Se riusciamo a farlo conoscere al mondo, attraverso appunto l’alta tecnologia, credo che la nostra regione possa raggiungere risultati davvero straordinari». 

«La Sardegna in questo momento è al centro dei più importanti progetti scientifici mondiali. Aria a Seruci con la colonna per l’estrazione dell’argon, il progetto di laboratorio europeo per la ricerca sulle onde gravitazionali nella miniera di Sos Enattos a Lula, il Radiotelescopio di San Basilio dove portiamo avanti progetti con La Nasa e le Agenzie spaziali italiana ed europea. La Sardegna ha tutte le potenzialità per diventare una vera isola della conoscenza e dell’innovazione, a livello globale e con tante eccellenze professionali. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra identità, del nostro passato, delle tradizioni, ma essere pronti ad aprirci al mondo, a parlare nuovi linguaggi, ad accettare nuove sfide, e tutti insieme, facendo sinergia, possiamo riuscirci», ha concluso Raffaele Paci.

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