Storia

Si è tenuto oggi, nell’Aula del Consiglio regionale, il convegno dal titolo “Le Trincee profonde del Novecento”.

Si è tenuto oggi, nell’Aula del Consiglio regionale, il convegno dal titolo “Le Trincee profonde del Novecento”. I lavori sono stati aperti dal vice presidente del Consiglio regionale Eugenio Lai che, nel suo intervento di saluto, ha ricordato il 100° anniversario della Grande Guerra come grande fatto tragico che ha segnato profondamente la Sardegna. Dopo i saluti delle autorità presenti, è stata la volta delle due relazioni la prima delle quali, “Un paese nella Grande Guerra”, è stata svolta da Luciano Carta della Fondazione Siotto. Carta ha ricordato in apertura il progetto di ricostruzione della memoria di quel tempo condotto dal comune di Bolotana. Un progetto, ha affermato, rivolto a tutte le comunità della Sardegna delle quali Bolotana (che ebbe un numero di caduti superiore alla media nazionale) è stato in qualche modo il simbolo, con le sue 546 schede di combattenti della Prima Guerra Mondiale, coordinate da un gruppo di ricerca e raccolte soprattutto con il contributo delle famiglie del Paese.

«Da queste schede – ha detto Luciano Carta – emergono le figure dei protagonisti (prevalentemente contadini e pastori con pochi laureati e qualche diplomato) ed una sorta di letteratura povera fatta dalle lettere dei soldati al fronte indirizzate alle famiglie e da alcuni componimenti poetici, a testimonianza di un legame profondo dei sardi con la loro terra, con temi ricorrenti come il lavoro nei campi, l’andamento delle stagioni e del raccolto, la crescita della famiglia, la sofferenza delle donne.»

La ricostruzione più puntuale del contesto storico di allora è stata al centro della seconda relazione (“Le trincee da colmare”), di Aldo Accardo dell’Università di Cagliari. Aldo Accardo si è soffermato sulle vicende del trattato di pace che concluse la Grande Guerra, oggetto di un volume del grande economista John Maynard Keynes che criticò in modo radicale le classi dirigenti del tempo per non aver saputo o voluto comprendere i veri problemi dell’Europa e le ferite profonde del Continente che poi determinarono la Seconda Guerra Mondiale.

Stabilendo un parallelismo col mondo attuale, Aldo Accardo ha osservato che «anche oggi viviamo in una Europa divisa nella testa della gente, ferita ed in grande cambiamento con tutti i suoi errori, dove le classi dirigenti non riescono a cogliere il fondamento della legittimità dei governi che nasce dalla politica e pensano di trovarlo (ma è la strada sbagliata) nella burocrazia».

I lavori sono stati conclusi da una breve riflessione del sindaco di Bolotana, Annalisa Motzo, discendente di Leonardo Motzo, ufficiale della Brigata Sassari e Medaglia d’Argento al valor militare.

 

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