Cultura

Il comparto Cultura in Sardegna è in subbuglio, presidio martedì 22 gennaio a Villa Devoto, a Cagliari,

Le sigle di rappresentanza Cosass, Animas Dmts, Assoartisti, Sardinia jazz Network e Agis Musica Sardegna hanno diffuso una nota con la quale comunicano che martedì 22 gennaio, dalle ore 8,30 alle ore 15,00, presso Villa Devoto, a Cagliari, è stato convocato un presidio del comparto cultura per richiedere alla Giunta Regionale di inserire all’ordine del giorno ed approvare la delibera presentata dall’assessore Giuseppe Dessena che regolamenti e impedisca ai soggetti che ricevono contributi tramite emendamento di far domanda nell’art. 56 per le stesse attività di istituto.

«Denunciamo la miopia della politica nella distribuzione delle risorse regionali, date, in modo discrezionale, ad alcune compagnie che operano nel settore culturale in Sardegna attraverso gli emendamenti nella finanziaria 2019 – si legge nella nota -. Queste regalie pre-elettorali, dimostrano ancora una volta l’immaturità e la pochezza del sistema politico sardo che per accontentare qualcuno, scontenta tutti: in oltre 10 anni le giunte che si sono susseguite da Soru in poi, non sono state in grado di mettere mano alla legge sullo spettacolo che è l’unica prospettiva democratica e trasparente per lo sviluppo del sistema culturale in Sardegna. Questi emendamenti avvalorano la tesi che lavorare al di fuori dai bandi, senza il confronto dei C.V. e della progettazione culturale, e con rendicontazioni più snelle, è la formula vincente del Furbetto del Teatrino. Ma quest’anno il danno, oltre la beffa è che diverse compagnie “furbette” che riceveranno tramite emendamento un bel gruzzoletto, riceveranno altresì per la medesima programmazione o per una porzione “speciale” della stessa, ulteriori finanziamenti attraverso la partecipazione al bando dall’art 56. Come dire, una compagnia teatrale avrà nel 2019, una doppia linea di finanziamento erogato dalla Regione Sardegna per la stessa progettazione culturale o per alcune parti di questa.»

«La cultura è un bene comune per lo sviluppo del territorio sardo, e non è un bene ad personam per lo sviluppo dei propri affari e/o di quelli della propria Società o Associazione – si legge ancora nella nota -. Questa politica dei “Furbetti del TEATRINO”, dell’emendamento ad personam, pesa sulle spalle e sulle tasche di tutti i contribuenti a discapito delle tante Compagnie teatrali che aderiscono alle suddette sigle, e che riunitesi durante tutto il 2018 al tavolo di concertazione sulla legge, e accompagnati dell’assessore Giuseppe Dessena, hanno scelto di perseguire una politica culturale democratica e trasparente. E peserà, soprattutto, sul pubblico sardo che resterà orfano per il 2019 della variegata offerta culturale che è spesso frutto delle compagnie minori, che operano nei territori decentrati e disagiati dell’isola.»

«Per questo motivo, il comparto Cultura chiede ai consiglieri, capi di gabinetto e all’intera Giunta regionale l’approvazione della delibera dell’assessorato. Chiediamo a gran voce che venga messo un freno a questo scempio, alla reiterazione delle vecchie politiche clientelari che, anno dopo anno, divide il comparto e pone gli operatori gli uni contro gli altri – conclude la nota delle associazioni -, indebolendo così il sistema culturale sardo che oggi più che mai necessiterebbe di una proliferazione di reti culturali e di solide e feconde collaborazioni, per poter andare avanti ed esprimersi al meglio.»

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