Energia

Alcuni paesi della Sardegna potranno avere il metano già entro il 2019.

Alcuni paesi della Sardegna potranno avere il metano già entro il 2019. I primi centri a essere serviti saranno quelli dove sono già iniziati i lavori per la costruzione delle reti di distribuzione previste dal Piano per la metanizzazione. È quanto ha potuto verificare l’assessora dell’Industria, Maria Grazia Piras, che nei giorni scorsi ha visitato alcuni cantieri per osservare da vicino lo stato di avanzamento dei lavori.

«Siamo nella fase più importante di un processo che, dopo un periodo di stasi, ora procede in maniera spedita. Un intervento per il quale lo Stato ha investito risorse ingenti e per il quale non sarebbe né giustificato né auspicabile alcun passo indietro -afferma l’assessore Maria Grazia Piras -. Durante la visita nei cantieri ho potuto constatare che gli interventi sono a buon punto e l’azienda Italgas ha confermato che i lavori saranno completati nei prossimi due anni. Entro il 2019, il metano potrebbe già arrivare in alcuni centri della Sardegna serviti dalle reti di distribuzione attualmente in costruzione. È una notizia che rafforza la validità delle iniziative che abbiamo portato avanti nel corso di questi 5 anni per ottenere la metanizzazione dell’isola: dal completamento degli stessi bacini al progetto della rete nord-sud, fino alla realizzazione dei depositi costieri, uno dei quali, il deposito di HiGas nel porto di Santa Giusta-Oristano, è già in fase di costruzione.»

In tutta la Sardegna sono già 1.800 i chilometri di rete realizzati nei diversi bacini. Mancano all’appello ancora 1.100 chilometri. I cantieri Italgas attualmente in corso sono quattro: il bacino numero 4 (Osilo, Porto Torres, Sennori, Sorso, Stintino), il numero 6 (Alghero e Olmedo), il numero 19 (Mogoro, Palmas Arborea, San Nicolò d’Arcidano, Santa Giusta, Marrubiu, Uras) e il numero 27 (Furtei, Guasila, Samassi, Samatzai, Sanluri, Segariu, Serramanna, Serrenti). Al momento, nei quattro bacini sono stati realizzati 46 chilometri di rete, di cui 30 nel bacino 4, 5 chilometri nel bacino 6, 7 chilometri nel bacino 19 e 4 chilometri nel bacino 27. Nei prossimi mesi partiranno i lavori anche in altri 6 bacini: il numero 35 nel Basso Sulcis, il numero 37 (Monastir, Nuraminis, San Sperate, Sestu e Ussana), il numero 26 in Trexenta, il numero 10 (Alà dei Sardi, Orune, Osidda, Anela, Benetutti, Bitti, Nule e Onanì), il numero 11 in Baronia e il numero 15 (Dorgali, Galtellì, Irgoli, Loculi, Onifaie e Orosei). Inoltre, altri tre bacini – il 7 (Cargeghe, Ittiri, Muros, Ossi, Putifigari, Tissi, Uri e Usini), il 9 (Berchidda, Ittireddu, Ozieri, Tula) e il 22 in Ogliastra (Arzana, Bari Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Escalaplano, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Seui, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Ussassai, Villagrande Strisaili) sono già completati e saranno gestiti da Italgas.

Nei cantieri in corso, come constatato dall’assessore Maria Grazia Piras, si stanno realizzando reti e servizi all’avanguardia, potendo applicare già in fase di costruzione le migliori soluzioni che oggi la tecnologia mette a disposizione: digitalizzazione delle reti, interconnessioni tra i diversi bacini, contatori intelligenti, utilizzo diffuso della fibra ottica per la trasmissione dei dati. Tutto ciò consentirà una gestione molto efficace degli impianti e un servizio di qualità elevato. In Sardegna, insomma, si sta realizzando un progetto fortemente innovativo che sarà poi riprodotto anche nel resto d’Italia. Importanti anche le ripercussioni sul fronte occupazionale. In 3 dei Bacini in cui opera Italgas hanno trovato lavoro 175 persone. Le imprese sarde che operano nell’indotto sono 5 e hanno garantito la creazione di ulteriori 80 posti di lavoro.

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