Musica

Venerdì 22 e sabato 23 febbraio 2019, nella cattedrale di Iglesias, attorno all’organo “Palmas” Brahms, un congedo dalla musica e dal mondo.

Insieme alle pagine organistiche degli undici preludi-corali, ai due preludi e fuga (in sol e in la) e al preludio e fuga “O Traurigkeit o Herzeleid”, durante le varie “accademie”, si è avuto modo di riascoltare, nella bella chiesa di Iglesias, alcune composizioni corali cum organo comitante di Licinio Refice e Lorenzo Perosi. Sì, riascoltare, dato che don Pietro Allori, maestro di cappella per trent’anni della cattedrale dedicata a santa Chiara, negli anni d’esordio del ministero affidatogli dal vescovo Giovanni Pirastru, fece eseguire durante le liturgie pontificali pagine dei due più insigni maestri di cappella del Novecento che sono state in parte riproposte. Anche alcune opere di don Allori, sia corali sia organistiche, sono state affiancate a quelle dei grandi compositori. L’intreccio di armonie e contrappunti tanto raffinati, ora provocati dalla polifonia organistica, ora da quella corale, hanno consentito alla splendida acustica della chiesa di diffondere copiosamente suoni ineffabili e solenni, tali da conferire alla navata quella nobiltà d’arte che l’architettura gotico-catalana delle belle volte a stella evoca ed esige.

I programmi allestiti dalla direzione artistica per questi tre anni hanno inteso valorizzare innanzitutto il nuovo organo della cattedrale attraverso la scelta di un interprete come il maestro Emanuele Vianelli, titolare dell’organo del Duomo di Milano. La sua maestria interpretativa ha regalato esecuzioni di quei brani adeguate alla disposizione fonica dello strumento e tali da costituire un percorso creativo che, partendo dai preludi-corali per organo op. 122 di Brahms – ultima opera, un omaggio a Bach – potesse meglio evidenziare l’esistenza del dialogo ininterrotto con i valori musicali del passato, che nell’ottica brahmsiana significava tornare alle autentiche radici della musica per riattualizzarle con sapienza in un nuovo contesto estetico-culturale moderno e accrescere il proprio patrimonio interiore.

Moderno Brahms, sì, ma nel rispetto della tradizione delle forme musicali classiche sia strumentali sia vocali, come la sonata, la sinfonia, il preludio-corale, o ancora il mottetto, il canone, la messa: in tutta la sua opera però l’ideale artistico doveva essere sotteso non già dalla forma, ma da ciò che si incarna nella musica; ovvero la nobile, classica espressione di un sincero sentimento laico della vita di ogni uomo. Ma vi è un ambito musicale cui Brahms si è dedicato con continuità e forte dedizione: è quello della polifonia a cappella del passato che lo ha nutrito del severo stile rinascimentale (da Giovanni Pierluigi da Palestrina a Orlando di Lasso, da Tomás Luís De Victoria a Heinrich Schütz), una delle fonti più pure della sua ispirazione.

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