Sociale

Gli atleti Dianova Ortacesus alla Milano Marathon 2019, domenica 7 aprile: di corsa per lasciarsi alle spalle dipendenze e disagio.

Una nuova sfida sportiva e solidale per raccogliere fondi destinati a progetti di reinserimento sociale.

Una giornata speciale per tagliare un traguardo importante: il reinserimento sociale di tanti ragazzi con problemi di dipendenza e disagio.

Domenica 7 aprile 2019 Dianova parteciperà alla staffetta benefica di Milano Marathon per raccogliere fondi a favore della campagna “E dopo di noi… Un ponte verso l’autonomia”, avviata nel 2018, che prevede la realizzazione di diversi progetti destinati allo svolgimento di attività come laboratori di formazione professionale, tirocini lavorativi e l’avvio di nuove strutture protette.

Dianova, anche quest’anno, darà l’opportunità a ben 240 runner, attraverso la loro quota di iscrizione o a singole iniziative di raccolta fondi, di correre a sostegno di questa importante campagna, coniugando così sfida sportiva e solidale.

Sempre accompagnati dall’equipe, anche quest’anno correranno i ragazzi della Comunità di Ortacesus che potranno non solo contribuire alla realizzazione di questa campagna, ma anche vivere una giornata all’insegna di integrazione e divertimento in cui sentirsi parte di un gruppo, il popolo della Milano Marathon, con il quale correre senza differenze e pregiudizi.

Tante le aziende che anche quest’anno parteciperanno con Dianova per unire la responsabilità sociale all’attività di team building verso i loro dipendenti, ma anche per sostenere, dimostrando coraggio, un problema che ancora oggi non è di facile comunicazione, e che quando si presenta nella vita delle persone è di difficile approccio anche in ambito lavorativo e sociale.

Oltre all’aspetto legato alla raccolta fondi, la presenza di Dianova alla Milano Marathon vuole dare un segnale forte riguardo al problema della dipendenza da sostanze, che inspiegabilmente continua ad essere considerato normale, quasi tollerato. Purtroppo, il consumo in Italia è in costante aumento negli ultimi anni, e questo grazie anche ai costi irrisori delle micro dosi che diventano così accessibili alle fasce più giovani della popolazione. Una generazione che non ha memoria storica, che non conosce la devastazione sociale che le droghe si sono portate dietro nel passato. Un passato che riemerge specialmente nelle grandi città come Milano, nei boschi e nelle piazze di spaccio, luoghi magari lontani dalla propria realtà di vita, ma che raccontano un’altra realtà di cui non si può far finta di nulla, perché la droga non fa differenze, e può trascinare a fondo chiunque. Da una ricerca dell’Università Bicocca, condotta sui consumatori del bosco di Rogoredo, un luogo tristemente noto alle cronache, si stima che 15 tossicodipendenti su 100 abbiano meno di 18 anni. Questo accade a Milano, la città del consumo e del benessere, ma in Italia ci sono tante altre situazioni simili: la nostra partecipazione alla Milano Marathon è anche un messaggio affinché il problema della dipendenza non sia qualcosa a cui ci si debba abituare e, come per il bosco di Rogoredo, sia lasciato ai margini della nostra società.

 

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