Enti locali / Zona franca

Il consigliere regionale Nanni Lancioni (PSd’Az) interviene sulla polemica sollevata dai rappresentanti del consorzio industriale di Cagliari (CACIP).

Il consigliere regionale Nanni Lancioni (PSd’Az) interviene sulla polemica sollevata dai rappresentanti del consorzio industriale di Cagliari (CACIP), in seguito all’intervento del presidente della Regione Christian Solinas, in materia di consorzi industriali. Nanni Lancioni evidenzia come «a detti rappresentanti, rimasti in silenzio per lungo tempo, sfugga che l’enorme ritardo nell’avvio della zona franca di Cagliari, il cui piano operativo, rammenta, risale al giugno del 2001 (art.7 D.P.C.M. 7 giugno 2001) non sia certo da imputare al presidente Christian Solinas, appena eletto, bensì a chi, in questi anni, ha governato il comune di Cagliari, competente al rilascio delle autorizzazioni amministrative necessarie per l’avvio delle attività».

«Basti pensare che solo per convocare la Conferenza di servizi sono stati necessari oltre quattro anni autorizzando, peraltro, solo le opere di urbanizzazione, e non la costruzione delle strutture necessarie per l’avvio della zona franca per le quali ancora non esiste nemmeno il progetto – aggiunge Nanni Lancioni -. È stato proprio il CACIP, congiuntamente all’Autorità Portuale, a tergiversare sulla concessione delle aree a beneficio della Zona Franca Doganale, in quanto proprietario delle aree a ridosso del porto canale; tanto che, a tutt’oggi, non esiste alcun provvedimento concreto finalizzato in tale senso. Anzi, si continua a “pensare” che siano sufficienti sei ettari, peraltro non ancora infrastrutturati, per competere con le altre zone franche presenti nell’area del Mediterraneo.»

«Negli ultimi cinque anni Regione, Provincia, CACIP e comune di Cagliari sono stati governati dalle stesse persone, appartenenti al medesimo schieramento politico – conclude Nanni Lancioni -. Pertanto, è assai bizzarro che i rappresentanti del CACIP, dopo un lungo torpore, abbiano la pretesa di attribuire la responsabilità della mancata operatività della ZFD al Governo regionale appena insediato e per di più, ad una direttiva regionale che nulla ha a che vedere con le procedure per l’avvio della Zona Franca.»

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