Agricoltura / Parlamento europeo

Copagri: «Buon lavoro ai nuovi eletti al Parlamento europeo, ai quali assicuriamo pieno sostegno».

«Nel congratularci con tutti i nuovi eletti usciti dalle urne delle elezioni europee, ai quali auguriamo buon lavoro e cui assicuriamo il nostro pieno sostegno, ribadiamo con convinzione l’importanza di contrastare con ogni mezzo il taglio dei fondi comunitari destinati all’agricoltura, ricordando che alla prossima legislatura spetterà il delicato e complesso compito di portare avanti il negoziato che porterà alla definizione e presumibilmente all’approvazione della riforma della PAC”.»

Lo sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina alla luce dei risultati delle urne e in vista della riunione informale di stasera dei capi di Stato e di governo, durante la quale inizierà il confronto che porterà alla scelta dei nuovi vertici delle istituzioni comunitarie.

«Concordiamo pertanto con il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio sulla necessità di ‘fare barricate’ per difendere la distintività delle nostre produzioni e contro i tagli all’agricoltura, scongiurando la perdita di fondi di importanza prioritaria in funzione della salvaguardia del reddito dei produttori agricoli e del ricambio generazionale», aggiunge il presidente della Copagri.

«A nostro avviso, infatti, vanno rivisti gli automatismi e i troppi vincoli finanziari che hanno fin qui regolato i rapporti di forza all’interno dell’Unione Europea, partendo dal fondamentale presupposto secondo cui ci sono molti Paesi che ricevono più fondi comunitari di quanti ne versino e tenendo sempre bene a mente che l’Italia è un contributore netto dell’UE, in quanto versa 2,35 miliardi di euro più di quanti ne riceva, ed è inoltre, alle spalle di Germania e Francia, tra quelli che contribuiscono maggiormente al bilancio agricolo comunitario», ricorda Franco Verrascina.

«Non possono essere solo i produttori agricoli, il cui lavoro è di fondamentale importanza per l’economia nazionale e comunitaria, a pagare il conto della Brexit; fare agricoltura come ci chiede la società ha un costo, che non può ricadere unicamente e totalmente sulle spalle delle aziende agricole», conclude il presidente della Copagri.

 

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