Lavoro

Il sindaco di Gonnesa propone un’assemblea pubblica per affrontare i temi dell’emergenza lavoro nel territorio del Sulcis Iglesiente.

«Questa mattina abbiamo commemorato i moti del maggio 1906 a Gonnesa. Evento questo che richiama le forti radici della storia del nostro paese e del nostro territorio. Nel mio intervento ho sottolineato come quel passato importante sta diventando condizione prepotente per il presente e per il futuro di questo martoriato territorio. Oggi come allora pane, lavoro e dignità sono temi quotidiani. Temi che da amministratori locali viviamo ogni giorno e purtroppo ai quali possiamo fornire qualche magra risposta e palliativa soluzione.»

Inizia così un post pubblicato un’ora fa dal sindaco di Gonnesa, Hanesl Cristian Cabiddu, nel suo profilo facebook.

«Il futuro del polo industriale di Portovesme è oggi più che mai piombato nell’incertezza delle sue prospettive – aggiunge il sindaco di Gonnesa -. Nulla di certo sulla sua proiezione futura si può decisamente affermare. L’unico orizzonte pare essere quello delle riduzioni del personale e della ulteriore precarizzazione del lavoro. Eppure Eurallumina e Sideralloys, se rimesse in produzione secondo le decisioni già conquistate grazie alle lotte dei lavoratori, garantirebbero circa 2.800 lavoratori tra occupati in fabbrica e occupazione indotta nel territori. A questi bisogna aggiungere 420 lavoratori occupati per due anni nella ristrutturazione degli impianti.»
«I programmi già decisi sono oggi rimessi in discussione dal Governo a causa, in particolare, della confusione che regna in materia di politica energetica – sottolinea ancora Hansel Cristian Cabiddu -. Questioni ambientali di assoluta importanza, impongono l’abbandono dell’uso del carbone per la produzione di energia. Questo obiettivo, da perseguire anche nel Sulcis, richiederebbe però che sia assicurato l’approvvigionamento del gas a Portovesme, che si governi il passaggio dal carbone al gas senza contraccolpi sull’industria attuando le misure a suo tempo decise per il riavvio di Eurallumina e Sideralloys, che si preparino gli impianti alimentati a gas per produrre energia elettrica e vapore. Senza questo anche la centrale Enel chiuderà: questa centrale occupa 420 lavoratori tra diretti e contrattisti e genera un’occupazione indotta di oltre 800 unità. Ma anche la Portovesme srl, che ha faticosamente raggiunto l’equilibrio, verrebbe risucchiata nella precarietà.»
«La posta in gioco è dunque molto alta. Dobbiamo agire insieme con le organizzazioni dei lavoratori. Il territorio ha infatti necessità del comparto industriale compresa la metallurgia e l’energia così come ha necessità di agricoltura e turismo. 
Per questa ragione questa mattina ho lanciato la proposta di un’assemblea pubblica nella quale discutere di questi temi. Così come lo furono i moti del 1906 l’ incontro è autoconvocato e spontaneo sul “che fare” su una partita cosi delicata per il territorio. 
L’invito è aperto a tutti a partecipare e intervenire, e in particolare, i colleghi sindaci, tutte le organizzazioni dei lavoratori CGIL; CISL; UIL E CUB, auspicando che le iniziative di informazione e mobilitazione si moltiplichino di comune in comune. 
Per questo motivo – conclude Hansel Cristian Cabiddu –. vediamoci a S’Olivariu il 22 maggio, alle 17.00, a Gonnesa, in Via Don Minzoni. A tutti chiediamo di condividere l’informazione. Ripartiamo dalle idee e dal territorio.»

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