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E’ esplosa la polemica, ieri sera, tra maggioranza ed opposizione in Consiglio comunale, a Carbonia, dopo la bocciatura della mozione sulla vertenza del comparto industriale.

E’ esplosa la polemica, ieri sera, tra maggioranza ed opposizione in Consiglio comunale, a Carbonia, sulla mozione presentata dal consigliere Massimo Usai, sottoscritta da tutti i consiglieri di opposizione e da quattro consiglieri di maggioranza, tra i quali il capogruppo Manolo Cossu.

La mozione considerati e riscontrati «i ritardi accumulati da parte del Governo Nazionale, in merito al costo delle tariffe energetiche, presupposto primario per la ripresa della produzione dello stabilimento di Portovesme ex Alcoa oggi Sider Alloys, senza tralasciare le altrettanto importanti vertenze, quali Eurallumina, Portovesme s.r.l., Enel e dell’intero comparto industriale, oggetto dell’area di crisi complessa», impegnava «il Sindaco e la Giunta municipale, affinché venga promosso un tavolo tecnico permanente, volto a cercare di risolvere l’annosa questione di cui in premessa, stando affianco di chi lotta e soffre da troppo tempo, per giungere ad una soluzione volta alla ripresa della produzione industriale, con attenzione altresì per le problematiche ambientali, coinvolgendo l’intero territorio».

La mozione è stata bocciata a seguito di un risultato di parità, 10 voti favorevoli (tra i quali il consigliere di maggioranza Elio Loi), 10 contrari e 2 astenuti.

Nel proseguo dei lavori, è venuto meno il numero legale e la seduta è stata interrotta prima dell’esaurimento dell’ordine del giorno.

Il primo firmatario della mozione ha criticato aspramente la posizione contraria della maggioranza, su una problematica che affligge tutto il territorio e che necessita di un’unità di intenti per cercare di arrivare a convincere il Governo a modificare la sua posizione, in particolare sui tempi della decarbonizzazione che, qualora venisse confermata la scadenza del 2025, metterebbe in ginocchio il polo industriale e quindi l’intero territorio.

Il sindaco, Paola Massidda, ha motivato la scelta di bocciare la mozione, con il rifiuto delle opposizioni di emendare il testo, per evitare qualsiasi strumentalizzazione su una problematica così importante.

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