Urbanistica

L’on. Gian Franco Satta (Progressisti) ha presentato una proposta di legge riguardante disposizioni in materia di PUC.

E’ stata presentata nella giornata di lunedì scorso al Consiglio Regionale della Sardegna una proposta di legge riguardante “disposizioni urgenti in materia di interventi ammissibili nei comuni non dotati di Piano Urbanistico Comunale (PUC) adeguato al Piano Paesaggistico Regionale (PPR) e al Piano di Assetto Idrogeologico (PAI)”.

L’iniziativa, proposta dall’on. Gian Franco Satta, del gruppo dei Progressisti, mira a risolvere alcuni conflitti di interpretazione in materia urbanistica che da anni attanagliano la larga maggioranza dei centri della Sardegna, bloccando di fatto il settore edilizio. Ad oggi, a trovarsi in tale situazione, sono ben 356 comuni sui 377 complessivi della regione, ovvero il 95% circa del numero totale.

Negli anni la normativa ha visto diversi interventi messi in campo con l’intento di semplificare il complesso sistema di regolamentazione.

Da prima, l’articolo 44 della legge regionale n. 8 del 2015, “Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio”, ha proceduto all’abrogazione degli articoli 13 e 13 bis della legge regionale n. 4 del 2009, “Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo”.

Nell’anno in corso, invece, è intervenuta la legge regionale n. 1 dell’11 gennaio 2019, “Legge di semplificazione 2018”.

Di fatto, piuttosto che chiarire e facilitare, si è mantenuto, se non aggravato, uno stato generale di incertezza dovuto alle difficoltà applicative e interpretative di una materia già di per se complessa.

Le procedure per l’approvazione dei PUC risultano tutt’ora farraginose e, soprattutto, nella maggior parte dei casi, non rispettose della tempistica imposta dai procedimenti amministrativi.

Scopo della presente proposta di legge è quello di addivenire ad una vera semplificazione del sistema e farlo senza consumare altro suolo e riservando il massimo rispetto per l’ambiente.

Nel dettaglio, il testo della proposta di legge è il seguente:

«Nei comuni non dotati di piano urbanistico comunale adeguato alle disposizioni di cui al P.P.R. e al P.A.I., possono essere realizzati gli interventi che ricadano nelle aree delimitate dagli strumenti urbanistici come zone territoriali omogenee C, D, G, a condizione che le stesse aree siano incluse nell’ambito urbano ed intercluse da elementi infrastrutturali ed insediativi esistenti che ne delimitino univocamente tutti i confini; costituiscono motivo di interclusione i confini delle aree interessate dall’intervento con elementi infrastrutturali oppure con zone territoriali omogenee classificate dagli strumenti urbanistici come A, B, C, D, F, G, anche non attuate, ovvero S e H interne al centro urbano».

L’intervento normativo, pertanto, da un lato mira a rilanciare il comparto dell’edilizia bloccato da tanto, troppo, tempo. Dall’altro, punta a consentire ai richiedenti, ove possibile, di poter ottenere il permesso a costruire ad oggi compromesso per via dei tortuosi e controversi passaggi burocratici legati ad una normativa complessa e al momento, come detto, di difficile interpretazione.

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