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L’associazione culturale Ludus Factory presenta la prima edizione della manifestazione “Gli echi delle miniere”.

L’associazione culturale Ludus Factory, impegnata nella formazione e diffusione di attività teatrali e culturali, presenta la prima edizione della manifestazione “Gli echi delle miniere”. Il progetto prevede il coinvolgimento del gruppo teatrale De Castro – nato in seno ai laboratori presso l’omonimo liceo classico – costituito da studenti tra 14 e 19 anni e diretti dal regista Matteo Loglisci. Dopo un’intensa attività di formazione, la giovane compagnia porta in scena lo spettacolo Medea di Euripide, già presentato al festival internazionale del teatro classico dei giovani al palazzolo Acreide (Siracusa) e durante l’anteprima del DROMOS festival a Tharros lo scorso 19 luglio. Gli echi delle miniere si svolgerà invece tra il 19 agosto e il 7 settembre in quattro diverse tappe: Gadoni, Iglesias, Fluminimaggiore e Gonnesa. Le location sono state selezionate sulla base degli obiettivi del progetto che includerà alcuni comuni appartenenti al Consorzio del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, partner del progetto insieme alle amministrazioni sopracitate, il Liceo Classico De Castro la Fondazione di Sardegna. Lo scopo è valorizzare le zone storicamente a vocazione mineraria al fine di creare un circolo virtuoso di promozione culturale e turistica, anche tramite il coinvolgimento di attori locali tra cui artigiani e produttori, i quali esporranno oggettistica e articoli enogastronomici negli stand presenti durante le serate. Il progetto si propone di far fronte alla crisi economica e demografica, nel territorio del Sulcis Iglesiente, avvenuta in seguito alla chiusura dell’attività produttiva mineraria”, spiega Matteo Loglisci di Ludus Factory. Il movente, in primo luogo etico, che ha spinto l’associazione Ludus Factory, nell’ideazione del progetto “Gli Echi delle Miniere” è legato all’estrema urgenza ed esigenza di una ricrescita economica che, nella nostra “visione”, può prendere le mosse dal settore culturale; ambito in grado di creare una spirale che possa avviare una ricaduta estremamente positiva sia per il settore turistico che per quello commerciale, ambedue vittime di una crisi di livello mondiale, quanto mai sentita e vissuta nella realtà isolana. Riteniamo, in ultima istanza, che la popolazione dei territori presi in considerazione, possa essere coinvolta in un circolo di virtuosa reintegrazione socio-economica”. Una sensibilizzazione verso le tematiche storico-economiche, inerenti il “mondo” minerario e il lavoro nelle miniere sarde. La tematica prescelta, invece, verte sul dramma greco-antico, visti e considerati i punti d’unione tra la dimensione tragica e i culti nuragici e prenuragici e le affinità e le divergenze tra gli strumenti musicali della tradizione sarda ed ellenica. Gli eventi partiranno con il recital “Il domatore – dai pascoli alle miniere” di Alberto Secci, riconoscendo in questo lavoro una significativa analisi della realtà mineraria sarda, presentato dallo stesso scrittore, affiancato da Eder Secci e l’attore Andrea Atzori e letto da Matteo Loglisci. Dalle 22,00 andrà in scena Medea, tradotto da Maria Grazia Atzeni e Gianluca Pietro Raffaele Arca, nel Parco Comunale di Gadoni il 9 agosto, Castello Salvaterra di Iglesias il 22 agosto, Anfiteatro Parco Riola Fluminimaggiore il 30 agosto e chiude il sipario il Nuraghe Seruci di Gonnesa, il 7 settembre.

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