Ambiente

Gianni Lampis: «La Giunta regionale garantirà la massima attenzione per cercare di risolvere il problema delle specie animali nocive, come le cornacchie».

«La Giunta regionale garantirà la massima attenzione per cercare di risolvere il problema delle specie animali nocive, come le cornacchie.»

E’ quanto ha affermato l’assessore regionale dell’Ambiente, Gianni Lampis, sentito oggi in audizione in Quinta commissione (Attività produttive), presieduta da Piero Maieli (Psd’Az), sulla proposta di legge n. 45 (Maieli e più) “Modifica dell’articolo 6 della legge regionale 29 luglio 1998, n. 23 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio della caccia in Sardegna)”.

L’assessore dell’Ambiente ha spiegato che la sentenza n. 217 del 2018 della Corte Costituzionale ha messo dei paletti importanti per l’abbattimento dei cosiddetti animali nocivi, ossia cornacchie e cinghiali, che possono essere effettuati soltanto dai proprietari o conduttori dei fondi. Gianni Lampis ha evidenziato che l’assessorato sta valutando una serie di iniziative per venire incontro ai proprietari dei terreni, danneggiati dalle specie nocive, sia dal punto di vista dell’abbattimento sia dal punto di vista del risarcimento dei danni. Nel corso del Comitato faunistico regionale sono arrivate, inoltre, le richieste da parte delle associazione agricole per risolvere il problema delle cornacchie, in particolare nel territorio sassarese, in quello oristanese e in parte del Campidano: «Abbiamo deciso, già nelle giornate di pre apertura del calendario venatorio del 3 e del 5 settembre – ha aggiunto Gianni Lampis – oltre alla caccia alla tortora, di consentire la caccia alle cornacchie, proprio per dare un segnale di vicinanza al mondo agricolo e permettere a chi esercita l’attività venatoria di essere d’aiuto agli imprenditori». L’assessore ha, poi, chiesto alla Commissione qualche giorno per poter analizzare il testo di legge con gli uffici dell’Assessorato.

«Ribadisco la necessità urgente di normare questa materia – ha detto il presidente Piero Maieli – sia perché non abbiamo gli strumenti per combattere i danni da animali selvatici, come il cinghiale, la cornacchia e il cormorano, sia perché c’è la necessità di monitorare le patologie trasmesse da questi animali.»

L’abbattimento delle cornacchie consente, infatti, di monitorare la diffusione di malattie come la West Nile Disease, mentre quello dei cinghiali la trichinellosi.

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