Sanità

Una delegazione di sindaci del Sulcis Iglesiente, guidata dal presidente della conferenza socio-sanitaria, Paola Massidda, ha incontrato stamane l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu.

Una delegazione di sindaci del Sulcis Iglesiente, guidata dal presidente della conferenza socio-sanitaria, Paola Massidda, ha incontrato questa mattina l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu.

«Dopo una doverosa premessa sul disegno di riorganizzazione amministrativa della attuale Giunta e sulle nostre perplessità sulla eventuale cancellazione della Asl del nostro territorio – spiega Paola Massidda -, abbiamo esposto le criticità più urgenti nell’erogazione dei servizi sanitari. Questi ultimi richiedono, infatti, un immediato intervento per ripristinare la grave violazione dell’obbligo di rispettare i LEA e certo non si può aspettare l’Ospedale unico! Le criticità dei reparti ospedalieri possono e devono essere risolti con interventi volti ad efficientare i reparti con l’acquisto non più procrastinabile di macchinari e presidi sanitari necessari alla struttura e con una riorganizzazione del personale che tenga conto del volume di attività e utenza seguita.»
«Abbiamo quindi portato l’esempio del l’emodinamica, priva dal 14 agosto del poligrafo indispensabile per il funzionamento del reparto; del reparto di Dialisi che, per quanto porti avanti un protocollo innovativo (metodo Tassin o Dialisi “lenta” notturna che garantisce un’aspettativa di vita maggiore è migliore dei dializzati è un risparmio di spesa) si deve barcamenare con due soli medici contro i quattro necessari per seguire 90 pazienti – aggiunge Paola Massidda -. Ci chiediamo perché al Cto siano presenti 4 medici per seguire la metà dei pazienti. Abbiamo chiesto di venire a conoscenza di documenti e dati già chiesti alla dottoressa Giua in sede di Conferenza Territoriale e che ancora non sappiamo: i dati del numero dei cardiopatici che vengono trasferiti a Cagliari e del costo di questa mobilità passiva; abbiamo chiesto di sapere se all’indomani del trasferimento del reparto di ginecologia al Cto l’amministrazione sanitaria locale o regionale abbia chiesto – in previsione del prevedibile calo di parti nella struttura ancora non attrezzata- una deroga al n. 500 parti richiesto per il mantenimento del reparto nel nostro territorio al comitato Punto Nascite regionale degli ambulatori sul territorio.»
«Tutto e altro è il contenuto dell’ultima Conferenza Territoriale (30 luglio) di cui ho provveduto a depositare il relativo verbale – conclude Paola Massidda -. A ciò si è aggiunto la richiesta di intervenire anche sugli ambulatori territoriali e case della salute.»

Comments

comments

Tags: ,

Leave a Reply