Sociale

Si sono conclusi, a Roma, gli Stati Generali sulla Tutela dei Minori.

«500.000 bambini affidati ai Servizi Territoriali. 460.000 bambini sono quelli che nascono mediamente ogni anno. Se non freneremo questa espansione, le prossime generazioni saranno tutte affidate e adottate! Oggi non guardiamo solo al futuro della tutela dei bambini ma anche al tipo di governo e di società che vogliamo avere. La risposta sta in questa frase che non è solo uno slogan ma un programma di intenso lavoro tecnico e politico: aiutiamoli a casa loro!»

Queste le parole del Presidente INPEF Vincenza Palmieri all’inizio dell’evento nazionale dal titolo “Stati Generali sulla Tutela dei Minori. Oltre Bibbiano. il sistema che attraversa l’Italia e le famiglie: le riforme possibili”.

Affrontata, durante l’Evento, una delle più grandi tragedie italiane ma anche uno dei più grandi movimenti popolari degli ultimi 40 anni. Un’analisi del sistema politico ed economico nazionale che ha trovato, da sempre, nella filiera diagnostica, la sua lunga mano. Un castello di fango e business costruito minuziosamente sulla solitudine e sulla fragilità ma anche su un complesso di norme plasmabili approvate spesso per interessi trasversali nelle sedi dei governi centrali o locali.

I temi trattati da più punti di vista, secondo l’esperienza dei relatori e dei convenuti: dal miglior investimento dei fondi fino ad oggi indirizzati alla filiera, alla revisione delle Legge Quadro 328/2000 che ha permesso la creazione della filiera degli affidi illeciti; all’abolizione delle case ad “Alto Contenimento”, inaccessibili manicomi per bambini, dove è sequestrato un numero non conosciuto di piccoli cittadini senza tutele.

Gli Stati Generali sono stati voluti per questo, perché l’immensa rete di iniziative, le associazioni ed i Comitati, i professionisti, le brave persone e le famiglie potessero, come un esercito, marciare insieme verso obiettivi comuni.

Forte l’accento sul sistema parallelo alla Giustizia, quello delle CTU, dove si analizzano fatti familiari con un approccio patologico invece che pedagogico.

Esistono i processi, le indagini… e poi esistono parallelamente le Consulenze Tecniche che decidono le sentenze. Un mondo oscuro, dove si vuole esaminare con un punto di vista sanitario, psichiatrico e patologico, quello che è un fatto sociale, che attiene alla famiglia, all’educazione. Perché per stabilire con quale genitore debba stare il bambino o se quel bambino debba stare o meno con mamma e papà o con degli estranei, lo deve decidere il dottore, e non gli specialisti della famiglia… o non insieme? Quante sono le CTU in Italia? Quante sono le famiglie che vengono disgregate ed i bambini strappati su una sola base diagnostica? Perché non la progettualità, la formazione genitoriale, la rete, la traduzione sociale, l’approccio familiare multidisciplinare coordinato, come gli Strumenti della Pedagogia Familiare?

Raggiunto e superato quindi lo scopo dell’iniziativa che era di quello di affrontare le questioni portate alla luce dallo scandalo di Bibbiano e dall’inchiesta “Angeli e Demoni” al fine di:

– ottenere la tutela dei diritti delle famiglie all’interno di un sistema privatizzato che strappa i bambini non solo a Bibbiano e

– raccogliere le diverse forze che si battono per una soluzione istituzionale urgente e condivisa.

Durante l’evento sono state raccolte oltre 50 testimonianze di persone e famiglie colpite dal sistema attuale e che andranno a costituire il Dossier Italia. L’evento si è dimostrato essere la massima espressione del popolo dei diritti e della tutela dei bambini con oltre 70 associazioni che hanno partecipato. Forti, commoventi, difficili, le testimonianze di madri e padri che si sono visti strappare i loro bambini o che, loro per primi, sono stati bambini strappati.

Le sessioni dell’evento sono state presiedute dalla presidente prof.ssa Vincenza Palmieri con gli interventi del Presidente ANPEF Pierluigi Bonici, l’avvocato Francesco Miraglia, l’avvocato Francesco Morcavallo, l’avvocato Carlo Taormina, la senatrice Enza Blundo, la consulente ONU Daniela Salvati, il presidente UPF Italia (Federazione Universale per la Pace) Carlo Zonato, il presidente della FIDU (Federazione Italiana Diritti Umani) Antonio Stango, il vice presidente nazionale del Moige (Movimento Italiano Genitori) Elisabetta Scala, il giudice onorario prof.ssa Stefania Petrera e la vice presidente WFWP (Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo) Maria Gabriella Mieli. Tra i relatori anche il giornalista Francesco Borgonovo che, attraverso le pagine de “La Verità”, non ha mai spento i riflettori su “Bibbiano – Fabbricanti di Mostri”, come dal titolo della sua ultima opera, messa a disposizione durante gli Stati Generali.

Nelle conclusioni:

– Ripensare la Responsabilità genitoriale con un approccio che non preveda sospensioni ma progetti integrati;

– Liberare i bambini, in ogni modo, restituire i piccoli alle loro famiglie; aiutare le famiglie, non medicalizzarle, soprattutto, AIUTANDOLE A CASA LORO;

– Continuare con eventi, seminari, convegni, manifestazioni di piazza, media, TV e formazione degli operatori e dei genitori; migliorare la cultura professionale di tutti gli operatori che orbitano nel sistema della tutela dei bambini e delle loro famiglie (avvocati, educatori, assistenti sociali, ecc.)

– Riformare le norme esistenti senza crearne di altre non necessarie, rivedere la durata dei processi ed anche quella dei decreti provvisori, sostenendo la cultura dei Diritti Umani e dei Bambini, le Raccomandazioni ONU per i Minori non Accompagnati, l’indirizzo alla Pace e alla Solidarietà che possa attraversare le Istituzioni. L’impegno delle donne per la pace.

– La costituzione di un tavolo tecnico e d’inchiesta a partire dai Dossier, incontri e restituzione nelle sedi legislative.

Al termine delle due giornate di lavoro concluse sabato 9 novembre, con incontri, meeting e presentazione di progetti, appare quanto mai attuale l’impegno verso tempi brevi di verifica delle proposte e che ognuno possa continuare a fare ORA, più che mai, la sua parte. Il Momento è ora!

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