Lavoro

Alessandro Solinas (M5S) sollecita la stabilizzazione per i lavoratori del Consorzio di bonifica di Oristano.

«In vent’anni il rapporto tra lavoratori fissi e lavoratori stagionali all’interno del Consorzio di bonifica di Oristano si è capovolto: oggi il numero di impiegati stagionali è spropositatamente maggiore rispetto a quello dei lavoratori fissi. È una situazione insostenibile e che dura da decenni quella che affligge i lavoratori del Consorzio di bonifica dell’Oristanese denunciata dal consigliere regionale del M5S Alessandro Solinas. A seguito della recente elezione del presidente del Consorzio avvenuta dopo 15 anni di commissariamento dopo i quali si è finalmente riusciti a risanare le casse dell’ente.»

Lo scrive, in una nota, consigliere regionale del M5S Alessandro Solinas, sollecitando l’intervento della Regione e del Consorzio di Bonifica di Oristano.

«Secondo l’ultimo Pov (piano di organizzazione variabile) 35 lavoratori avrebbero presto ottenuto il tanto agognato contratto, ma questi numeri già di per sé insufficienti a fornire un’adeguata risposta al problema del precariato che affligge il Consorzio di bonifica dell’Oristanese, sono stati messi in dubbio e potenzialmente ridotti. La delibera di approvazione del Pov dello scorso 31 luglio, è stata infatti parzialmente annullata perché secondo l’assessorato non si potevano conteggiare i posti liberi lasciati dai dipendenti passati a Enas negli anni. Sono stati così sensibilmente ridotti i posti disponibili, e ad essere stato sfavorito in massima parte nei numeri delle assunzioni è ancora una volta il settore operaio.»

«Il Consorzio di bonifica di Oristano, il secondo più grande della Sardegna, si serve in maniera spropositata rispetto ad altri consorzi di lavoratori avventizi che soffrono una situazione di precariato da anni, da decenni. Un vero e proprio piano di stabilizzazione non c’è mai stato e troppo spesso sono state penalizzate le figure che rivestono ruoli operativi legati al funzionamento della complessa macchina del Consorzio. Possono esistere, senza ulteriore aggravio sui consorziati e favoriti da un’oculata gestione delle risorse regionali, dei meccanismi tali da portare avanti un piano di stabilizzazione serio che coinvolga tutti i lavoratori precari privati per molti anni, se non per decenni, di adeguate condizioni e garanzie lavorative che la Costituzione riconosce loro – conclude Alessandro Solinas -. La Regione intervenga in modo concreto e con una legislazione seria, senza atti meramente propagandistici, al fine di dare le risposte che queste persone meritano e che aspettano da decenni. Basta precariato.»

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