Cultura

Martedi 18 febbraio, a Cagliari, si terrà un incontro con il regista ed antropologo senegalese Joseph Gaye Ramaka

Martedì 18 febbraio, dalle 10.00 alle 13.00, nell’Aula 5 di Palazzo Baffi, in viale Sant’Ignazio n. 74, a Cagliari, si terrà un incontro con il regista ed antropologo senegalese Joseph Gaye Ramaka. E’ previsto un seminario con proiezione del film “Et si Latif avait raison!” di Jo Gaye Ramaka, Senegal, 2005, 95’, wolof e francese, sottotitoli in italiano. Interverranno Isabella Soi, Nicola Melis (Università di Cagliari) e Kilap Gueye (Associazione Sunugaal). Insegnamenti di Storia e istituzioni dell’Africa (Laurea Triennale e Laurea Magistrale) in collaborazione con l’Associazione sardo-senegalese Sunugaal, nell’ambito del Festival migrante Walyaan, V edizione.

SINOSSI
Attraverso il suo gigantesco grido di indignazione il regista si chiede cosa resta del sogno nato all’indomani delle elezioni presidenziali del 19 marzo 2000 che portarono il Senegal alla prima alternanza politica del paese con l’elezione del terzo presidente della repubblica Abdoulaye Wade. Cosa resta di quella vittoria conquistata non senza sacrifici e grazie alla perseveranza, alla calma e alla lucidità di tutto un popolo? Omar Diop Blondin, Ibnou Diop, Omar Daff, Alhouseyni Cissé, sono morti invano?

JOSEPH GAY RAMAKA
Nato il 9 novembre 1952 a Saint Louis in Senegal, Joseph Gey Ramaka, regista e antropologo visuale, ha vinto numerosi premi in Europa e Stati Uniti, per le sue opere, poco numerose, ma di qualità. Joseph Gaye Ramaka lavora come produttore e distributore di film coraggiosi e innovativi (è co-produttore della serie “Africa dreaming” e di “Demain je brûle” di Mohamed Ben Smaïl, e distributore di Jom di Ababacar Samb Makharam e di Mossane di Safi Faye).
Nel 1990 ha creato una casa di produzione in Francia Les Ateliers del’Arche e in seguito nel 98 ha creato la prima sala per la produzione digitale.Ha scritto numerose sceneggiature. Il suo terzo lungometraggio Et si Latif avait raison! vince il premio come miglior film documentario al festival Vues D’Afrique di Montreal. La sua mobilitazione nella lotta per la libertà di espressione lo ha portato a creare “The Audiovisual Observatory on Libertés” e insieme ad Abdoulaye Diallo (regista Burkinabé) I Coordinamento Africano Audiovisivo per la democrazia (CAAD) nel 2006. Attualmente lavora e risiede a New Orleans, in Louisiana.

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