Commercio

Confesercenti: «Preoccupazione per la tutela sociale del Paese»

La Confesercenti Provinciale di Cagliari esprime grande preoccupazione per i segnali sempre più forti che arrivano dal tessuto economico e sociale del territorio.

«La chiusura di intere filiere produttive, sta determinando una serie di danni per i quali saranno necessarie cure finanziarie fortissime, che dovranno impegnare il sistema bancario in modo determinante – si legge on una nota -. Pensiamo a ciò che succede, ad esempio, nel settore dei mercati su area pubblica, che impegna oltre 7.000 imprese più tutto l’indotto, (piccoli produttori agricoli, piccola pesca), oppure il mondo dei servizi alle imprese (come ad esempio, liberi professionisti, commercialisti e consulenti del lavoro) che sono costretti a lavorare per delle aziende che probabilmente non pagheranno i loro servizi, lasciandoli senza reddito. Oppure i danni incalcolabili che hanno subito le agenzie di viaggio che si sono ritrovate ad aver perso il lavoro fatto nei mesi passati, a non avere certezza per i mesi a venire e spesso a dover rimborsare di tasca loro quanto anticipato dai clienti per i viaggi già prenotati: un disastro economico difficile da prevedere. Di certo, senza un intervento aggiuntivo della Regione, per integrare il bonus di 600 euro previsto dallo Stato, per un reddito di sussistenza, sarà davvero difficile trattenere le tensioni.»

«Sono di questi ultimi due giorni le notizie che in alcune città d’Italia ci sono già segnali forti di insofferenza sociale per una situazione difficile -commenta preoccupato Marco Medda, presidente della Confesercenti provinciale di Cagliari -. I primi segnali di tal tipo li stiamo registrando anche noi ed è un aspetto che abbiamo segnalato già alle autorità competenti. I telefoni della nostra associazione sono in questo momento storico subissati di telefonate per informazioni sulle linee poste in essere dal Governo nel decreto del 17 marzo: segnale che tutti hanno sempre più necessità di accedere a questi fondi.»

«Considerando che la Sardegna è una regione colpita per gran parte in maniera lieve dall’emergenza sanitaria (se si esclude la zona di Sassari) -prosegue Marco Medda -, siamo dell’opinione che si possa ragionare per una strategia per un rientro scaglionato (e in sicurezza) dell’operatività di alcune aziende, ad esempio quelle operanti su area pubblica, ovviamente sempre nel rispetto pieno delle regole di sicurezza che, necessariamente, occorre osservare per fare fronte al blocco dei contagi, e allo stesso tempo riteniamo che sia urgentissimo accogliere gli ammodernamenti normativi già segnalati al nostro assessorato regionale competente, che però ci pare ancora abbastanza distante, pur essendo uno degli attori principali. Inizialmente si potrebbero riaprire in forma ridotta alcuni mercati solo per il settore alimentare così da poter allentare gradatamente la tensione sociale. Sarà questo argomento di confronto con gli organi Statali preposti a prendere queste decisioni. Interverremo anche con il Prefetto per una interlocuzione con il solo fine di trovare una soluzione condivisa. Riteniamo che la coesione della nostra società sia un patrimonio di primario interesse da salvaguardare in questo momento terribile – conclude Marco Medda -, anche attraverso soluzioni ad hoc e di basso impatto, garantendo tutte le misure di sicurezza del caso.»

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