Crisi

Alcune decine di operatori titolari di partite iva, stremati dalla crisi, hanno deciso di consegnare le chiavi al sindaco di Gonnesa

Alcune decine di operatori titolari di partite iva, stremati dalla crisi provocata dalla diffusione del Coronavirus e dal conseguente lockdown, hanno deciso di consegnare le chiavi al sindaco di Gonnesa.

«Io non ho avuto obbligo di chiusura ma il problema della ristorazione mi tocca da vicino essendo il mio canale principale di venditadice Valeria Congia (Pasta D’autore) -. Per essere tutti per uno e uno per tutti bisogna farsi carico anche dei problemi altrui e l’economia di Gonnesa si basa, soprattutto, sul settore accoglienza (bar, ristoranti, gelaterie, ecc). Credo che sia un effetto domino, se crolla uno, crollano tutti. Diversa è la politica di speculazione: mors tua vita mia! Se veramente dobbiamo fare squadra, a mio parere, bisogna avere la capacità di lottare anche se il problema non ci riguarda direttamente, anche perché il problema che oggi sta affrontando un collega partita Iva, domani potrebbe essere il mio. Se portiamo avanti solo gli interessi comuni, saremo destinati a dividerci secondo la logica che ognuno cura solo il proprio orticello. Scusate se mi sono dilungata, è solo opinione e non polemica.»
«In questo periodo di Covid-19 dobbiamo ripartire col pieno appoggio delle istituzionispiega Paolo Sanna (Grupposanna) -. Ma non ci si sente affatto tutelati, non sappiamo effettivamente chi è con noi e anche nella giungla burocratica degli aiuti tempestivi c’è chi specula. Facciamo appello ai commercialisti affinché non speculino sulle richieste a fondo perduto o come è accaduto a molti colleghi addirittura sulla richiesta del bonus da 600 euro.»
«Dopo alcuni mesi di lockdown, ovvero da gennaio 2020, con le attività chiuse, ci troviamo nella fase 2/3 e “dovremmo” essere tutti, pronti alla riapertura, con quali prospettive? si chiede Renato Casula (agriturismo le Querce) -. Decreti su decreti, che di fatto hanno creato incertezza e confusione, ma sopratutto hanno creato notevoli difficoltà per una riapertura serena, infatti, le condizioni sono proibitive e piene di rischi, amministrativi e penali per i titolari delle attività commerciali e/o turistiche. Hanno proposto per le aziende un bonus di euro 600, linee di credito, ecc., obiettivamente siamo dell’avviso che non risolvono nulla, infatti, se da un lato fanno una concessione di euro 600, dall’altro lato ci troveremmo presto a dover effettuare esborsi, per IMU, bollette energetiche, tasse ed altro, con importi ben più consistenti. Chiediamo, pertanto, l’azzeramento di  contributi e tasse  statali e regionali di ogni ordine e tipo per l’intero anno 2020 (al netto di quelle che il nostro comune di Gonnesa ha già azzerato).»
«Non possiamo permetterci un secondo lockdown in 4 mesi, abbiamo la necessità di ripartire con le nostre attività ma con cautela e operando in un primo momento con le persone locali, fino a quando avremo la certezza scientifica che “il mostro sia sconfitto” -. dice Sabrina Corrias (Sapore di sale plagemesu) -. Per far sì che questo accada, abbiamo
bisogno di sostegno concreto economico, burocratico e ben definito. Questo supporto lo possiamo avere solo da un Governo attento e da una regione prudente.»

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