Spettacolo

Arena Mirastelle ai limiti della capienza consentita dalle norme anti-Covid 19 per lo spettacolo di Andrea Scanzi

Lunedì 10 agosto, l’Arena Mirastelle di Carbonia ha ospitato un nuovo spettacolo della stagione teatrale organizzata dalla CeDAC, con il patrocinio ed il contributo economico del comune di Carbonia.

Protagonista molto atteso, al punto da registrare il pieno, nei limiti di capienza consentiti dalle norme anti-Covid 19, sia alle 21.00 sia alle 23.00, il giornalista e scrittore Andrea Scanzi, firma de “Il Fatto Quotidiano” e volto noto di diversi talk-show televisivi, che ha presentato lo spettacolo “E pensare che c’era Giorgio Gaber”, regia di Simone Rota, nell’ultima tappa della tournée di sei giorni in Sardegna. Il suo è un vero e proprio omaggio all’artista milanese (scomparso il 1° gennaio 2003 a Montemagno di Camaiore, all’età di 63 anni), uomo di grande cultura, artista poliedrico, cantautore sfrontato nei testi ed inventore del teatro-canzone insieme all’amico pittore e scrittore Sandro Luporini.

Lo spettacolo ha origine da un’idea di Andrea Scanzi che sul palco racconta il personaggio Gaber che decide di lasciare il piccolo schermo per dedicarsi al teatro, ora con le parole, ora con immagini di monologhi e canzoni proiettate su un grande schermo, portando indietro nel tempo tutti gli attenti spettatori.

Andrea Scanzi racconta di aver visto per la prima volta il grande “Signor G” quando appena diciassettenne, andò a vedere un suo spettacolo in compagnia di suo padre. Impacciato, con in mano una macchina fotografica, scattò diverse foto dell’artista e da quel momento, così come le foto catturano l’essenza del protagonista della scena, il ragazzo venne letteralmente catturato dal grande Giorgio, sino a diventarne un fedele ammiratore.

Da una decina d’anni, con i suoi spettacoli, Andrea Scanzi porta sul palcoscenico tratti non sempre conosciuti di un artista che ha raccontato lo spaccato socio-politico in modo pungente, provocatorio, a volte anticipatorio delle vicende a seguire. Un artista che il giornalista-scrittore aretino presentò nella tesi di laurea nel 2000, quasi un’anticipazione di quello che poi avrebbe costruito e portato in giro per l’Italia, al fine di non far dimenticare un così grande interprete eclettico ed innovativo che ha disegnato e colorato importanti pagine del teatro e della canzone italiana.

Durante tutta la serata, sono state seguite rigidamente le direttive anti-Covid 19, nel rispetto delle norme dettate in questo momento di emergenza sanitaria.

Nadia Pische

          

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