Teatro-Musica-Danza

“Il divorzio” di Vittorio Alfieri prossimo spettacolo al Teatro Massimo di Cagliari, circuito Teatro Stabile della Sardegna.

Teatro 2 Teatro 4

Vittorio Alfieri, il più grande autore di tragedie della nostra storia letteraria, applaudito in tutta Europa come un italiano anomalo e ammirevole per statura morale e forza poetica, decide alla fine della sua vita di scrivere alcune commedie: abita ormai a Firenze, dopo la fuga da Parigi in seguito alla Rivoluzione, disgustato dagli eccessi della tirannide e desideroso di riascoltare la lingua della patria. 

“Nel bel mezzo di schiavitù, e senza quasi probabilità né speranza di uscirne, né d’aver tempo io più, né mezzi per eseguire, mi si sollevò a un tratto lo spirito e mi riaccese faville creatrici” scrive egli stesso nell’Epoca Quarta della Vita scritta da esso, la bellissima autobiografia che è in realtà uno dei primi romanzi di formazione e di avventure della nostra letteratura. È come se gli eroi delle sue tragedie, perfetti e smisurati nelle passioni e nei sentimenti, li sentisse definitivamente sconfitti; e ormai gli riuscisse soltanto a parlare di uomini, in particolare quelli del suo tempo e della sua patria, meschini e volgari, “dai piedi fangosi”. Mi è sempre sembrata straordinaria la figura d’Alfieri: e mi è tornata in mente in questo periodo particolarmente difficile della nostra accidentata vita civile. Così ho trovato bello proporre l’ultima commedia del conte astigiano a una pattuglia di giovani attori provenienti da tutta Italia, per affrontare un progetto di formazione e di avviamento alla professione teatrale condiviso con Fondazione CRT: non è un caso che la mia generazione abbia dimenticato il repertorio alfieriano, tutto deve essere facile, commestibile e digeribile nel mercato triturante dello spettacolo nostrano.

Ma i giovani, ai quali stiamo consegnando un paese per il quale ogni giorno sentiamo vergogna, si sono appassionati nel raccontare questa commedia amara e divertente di vita all’Italiana: e con loro mi sono sentito meno frustrato nelle scelte del mio mestiere di regista che da troppo tempo si misurava con le poche opportunità offerte dalla prudenza dei nostri cartelloni. Sentire lo sdegno sarcastico di Alfieri, riproporlo al pubblico con la forza di un lessico esemplare per sobrietà e ricchezza espressiva, libera lo spirito costretto nelle poche centinaia di espressioni alle quali è definitivamente condannata la lingua italiana contemporanea; e travestire i suoi personaggi con i caratteri eterni della mediocrità patria, con i ceffi imperituri dell’impudenza sociale, della politica gaglioffa, dell’ambiguità morale ci fa capire che qualcosa di eterno e imperituro è all’origine della nostra secolare decadenza. È talvolta più utile divertirsi con i travestimenti del teatro, con le maschere e le luci dei suoi giochi illusori, che dedicarsi alla lettura delle gazzette che Hegel raccomandava quotidianamente ai suoi contemporanei.

Dalle note di regia di Beppe Navello; si ringrazia l’ufficio stampa del Teatro Stabile della Sardegna, nella parola di Paola Masala.

Produzione: 

Fondazione Teatro Piemonte Europa

Testo: Vittorio Alfieri

Regia: 

Beppe Navello

con: 

Stefano Moretti, Marcella Favilla, Daria-Pascal Attolini, Riccardo De Leo, Alessandro Meringolo, Riccardo Ripani, Diego Casalis, Camillo Rossi Barattini, Francesco Gargiulo, Renato Avallone, Roberto Carrubba, Elio D’alessandro

Scenografia: 

Francesco Fassone

Costumi: 

Barbara Tomada

Luci: 

Mauro Panizza

Musiche: 

Germano Mazzocchetti

Date spettacoli: 

Martedì, 4 marzo, 2014 – 21:00

Mercoledì, 5 marzo, 2014 – 17:00

Sala Grande

Eventi collaterali:  Festa di Carnevale a Teatro Massimo 

http://www.teatrostabiledellasardegna.it/content/carnevale-al-massimo

(C.C.)

Comments

comments

Leave a Reply