Energia

I Riformatori sardi attaccano la Giunta Pigliaru sull’abbandono del progetto Galsi. Anche la Giunta Cappellacci a novembre 2013 pensava al dopo Galsi.

Palazzo della Regione 1 copia

I Riformatori sardi attaccano la Giunta Pigliaru sull’abbandono del progetto Galsi.

«L’addio al Galsi senza avere un’alternativa valida – ha detto stasera il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa – è estremamente grave. Significa che questa Giunta non ha uno straccio di idea su cosa fare per la Sardegna e tantomeno di come metanizzare l’Isola. Il dilettantismo può essere letale.»

«Il problema energia per la Sardegna – ha aggiunto Cossa – è tra i più gravi handicap infrastrutturali che la nostra regione deve sopportare. La decisione dell’esecutivo sul Galsi si ripercuoterà ancora una volta sulle famiglie e sulle imprese che saranno costrette chissà ancora per quanto tempo a sopportare costi dell’energia infinitamente più alti rispetto agli altri cittadini italiani. Il loro progetto non è rivendicare un diritto ma andare a Roma col cappello in mano per chiedere di intervenire chissà quando e chissà come.»

In attesa di conoscere il futuro del progetto del gasdotto, fermo ormai da parecchi mesi, anche la Giunta Cappellacci, già ad inizio novembre 2013, stava pensando ad eventuali alternative, peraltro già discusse ed oggetto di alcuni progetti al vaglio tecnico dell’assessorato dell’Industria, come disse l’allora assessore Antonello Liori al termine dell’incontro coi sindacati del comparto gas, che gli presentarono un documento.
«Abbiamo aperto un confronto costruttivo coi sindacati confederali – disse Liori -, condividendo l’ipotesi sulla realizzazione di uno o due rigassificatori, sfruttando alcune zone industriali già attrezzate ed ora sottoutilizzate come Porto Torres e Sarroch, che permetterebbero una significativa riduzione del costo dell’energia e quindi permetterebbero di riattivare le attività produttive.»

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