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Dopo le imprese con Murcia e Milano, la Dinamo tenta il tris in Champions League con il fortissimo Monaco.

Dopo le imprese con Murcia (Champions League) e Milano (campionato), la Dinamo tenta il tris in Champions League, questa sera al PalaSerradimigni (inizio ore 20.30) con il fortissimo Monaco, capolista del girone a punteggio pieno, contro il quale un anno fa si arrestò la marcia europea della squadra di Federico Pasquini ai quarti di finale.

«Affrontiamo contro una squadra, solida e profonda, strutturata per andare fino in fondo e per giocare in diversi modi: sono atletici ed estremamente tecnici – ha detto alla vigilia coach Federico Pasquini -. Hanno due play complementari come Craft e Cooper uno dei migliori playmaker in circolazione da qualche anno in Europa, arrivato a Monaco da da due settimane. Hanno possibilità di giocare con una combo come Robinson che crea punti per se stesso e per i compagni. C’è poi Gladyr, che abbiamo visto l’anno scorso quanto ci ha fatto male. E poi sotto canestro hanno la possibilità di giocare con Kikanovic, giocatore di grande talento, grande qualità, oppure giocano con Sylla, che è un giocatore di atletismo in coppia con Sy o Evans. Insomma, sono lunghi e profondi, hanno tanta qualità, dobbiamo essere bravi ad approcciare la partita nella maniera giusta perché è una squadra che in Champions League tende ad ammazzare subito la partita per cui, saremo pronti ad un’altra battaglia.»

La Dinamo sta crescendo, contro Murcia e Milano ha raggiunto vette di rendimento importanti che fanno ben sperare per una stagione da protagonisti sia in campionato sia in Champions League.

«E’ un gruppo molto maturo, mi sembra che riescano tutti da una parte a vivere la sconfitta in maniera razionale senza andare in depressione e dall’altra vivano la vittoria come molla per continuare a rimanere concentrati – ha sottolineato Federico Pasquini -. Dopo Murcia ho visto dei giocatori molto concentrati sulla volontà di migliorare e la vittoria con l’Olimpia Milano dà molto entusiasmo ed alleggerisce anche la fatica fisica che è stata spesa.»

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