Unione europea

L’assessore Raffaele Paci ha partecipato all’incontro con il partenariato economico e sociale sui fondi europei.

Bandiera europa

«Quello di oggi è un incontro non rituale ma molto importante e operativo, aperto al contributo di tutti gli interessati per migliorare insieme i risultati.» L’ha detto l’assessore regionale della Programmazione, Raffaele Paci, aprendo l’incontro con il partenariato regionale economico e sociale per fare il punto sul Por Fesr 2014-2020 in vista dell’appuntamento con il Comitato di sorveglianza il prossimo 12 luglio. «I finanziamenti europei sono per noi vitali, soldi importanti che dobbiamo assolutamente spendere rapidamente e bene, perciò il contributo del partenariato è fondamentale». Con l’assessore erano presenti l’Autorità di gestione del Por Fesr, Graziella Pisu, e i responsabili dei vari assi.

Durante la mattinata di lavori si è fatto il punto sullo stato di attuazione del Fesr e si è tracciata la previsione del raggiungimento dei target fissati, con focus su Programmazione territoriale, Investimenti territoriali integrati, interventi a favore delle imprese. È stato poi presentato il bando “Manifestazione d’interesse per progetti pilota di rigenerazione urbana-Comuni della Città Metropolitana di Cagliari e Comuni della rete metropolitana del nord Sardegna”.

A disposizione della Sardegna ci sono 930 milioni di euro, 465 da finanziamenti europei e il resto da cofinanziamento regionale. Soldi da utilizzare per garantire supporto alla ricerca e allo sviluppo di oltre 1.500 imprese sarde, agevolare il credito e creare infrastrutture informatiche, sostenere il settore dell’energia e lo sviluppo turistico. Il Fesr 14/20 conta 35 linee di intervento. Dei 930 milioni, 213 sono destinati alla competitività del sistema economico, 164 alla valorizzazione turistica e culturale, 150 all’efficienza energetica, 130 all’agenda digitale, 128 a ricerca e innovazione, 55 ad ambiente e prevenzione del rischio idrogeologico, 51 a inclusione sociale e povertà. Entro dicembre 2018 la Sardegna deve spendere necessariamente 147 milioni di euro (N+3), 185 con la cosiddetta riserva di efficacia (PF), obiettivo non obbligatorio ma che la Regione si è posta, accogliendo la più sfidante proposta europea.

Non era mai successo prima: tutti i fondi a disposizione della Regione gestiti da un’unica Cabina di regia con tutti gli Assessorati interessati che ragionano e programmano insieme. «Questo significa scelte condivise e nessun rischio di doppione: una vera rivoluzione, che ha portato ottimi risultati – ha sottolineato Raffaele Paci -. Una filosofia della condivisione che abbiamo utilizzato anche nella programmazione territoriale, che tanto successo sta avendo ed è riuscita nell’impresa di far lavorare allo stesso progetto comunità che neanche si parlavano. Certo la condivisione allunga i tempi, ma la strada è questa e non ce ne sono altre, perché con questo approccio abbiamo attivato meccanismi che resteranno nel tempo e produrranno risultati».

Il vicepresidente della Regione ha poi sottolineato la necessità di forti e solide competenze per esempio per accompagnare le imprese a intercettare i finanziamenti dei bandi: «In questo ha un ruolo fondamentale l’Università, chiamata a formare professionalità di alto livello». Infine, la necessità di migliorare la capacità istituzionale: «Noi dobbiamo essere qui per risolvere problemi, non per giocare a ping-pong fra istituzioni scaricandosi responsabilità. Questo non è più accettabile. Sono sicuro che gli obiettivi nella spesa dei fondi saranno raggiunti, come è successo nel 2007-2013. Però serve un passo diverso, che ci deve portare al livello di altre realtà regionali che guardiamo con ammirazione. Certo, serve una rivoluzione culturale – ha concluso Raffaele Paci -. Ma non ci sono alternative per fare di questa regione ciò che deve essere, dinamica, capace di portare avanti i processi e dare risposte chiare e concrete ai suoi cittadini».

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