Ambiente

Il progetto GRRinPORT (Gestione sostenibile dei rifiuti e dei reflui nei porti) entra nel vivo con le prove per la separazione granulometrica e per il trattamento dei sedimenti nei porti.

Il progetto GRRinPORT (Gestione sostenibile dei rifiuti e dei reflui nei porti), finanziato dal Programma Interreg Marittimo Italia-Francia, entra nel vivo con le prove per la separazione granulometrica e per il trattamento dei sedimenti nei porti. Dopo una prima fase di campionamenti, è stato avviato l’impianto pilota di ISPRA a Livorno per il primo trattamento dei campioni.

Il progetto GRRinPORT. L’obiettivo del progetto, avviato nell’aprile 2018, è quello di migliorare la qualità delle acque marine nei porti, limitando l’impatto dell’attività portuale e del traffico marittimo sull’ambiente. «Si tratta anche di definire una serie di buone pratiche per la gestione di rifiuti, reflui e sedimenti spiega il responsabile scientifico del progetto, Alessandra Carucci, ordinario di Ingegneria Sanitaria-Ambientale, pro rettore per l’Internazionalizzazione dell’ateneo di Cagliari – il lavoro prodotto è rivolto a enti gestori e utenti delle aree portuali, da estendere a tutti i porti dell’area del Programma, in accordo con i principi della valorizzazione delle risorse dell’economia circolare».

Lo stato dei lavori. Dopo una prima fase di campionamenti, l’impianto pilota ISPRA, ubicato nella sede di Livorno, ha iniziato a lavorare alla separazione granulometrica ed al trattamento dei sedimenti con tecnica di soil-washing. Lo scopo di questa attività è di concentrare gli inquinanti in volumi ristretti in modo tale da portare in discarica un decimo del volume di partenza del rifiuto (perché il sedimento per la nostra normativa è considerato tale una volta prelevato dal fondale), riducendo i costi di smaltimento. Le altre frazioni depurate potrebbero essere riutilizzate per altri scopi inseribili nell’economia circolare (riempimenti di banchine, cementi ecosostenibili, piste ciclabili, e similari). I benefici conseguenti per i porti sarebbero la riduzione del volume di rifiuti da smaltire e per i comuni cittadini una risorsa economica da poter utilizzare nel pieno rispetto dell’ambiente, per le opere di comune ingegneria civile. UNIPI ha partecipato alle prove di soil washing effettuate da ISPRA a dicembre e  nella predisposizione dei campioni.

La separazione granulometrica. L’impianto pilota ISPRA è costituito da un vibrovaglio con maglie a 2 mm, primo idrociclone, cella di attrizione per la disgregazione degli aggregati, classificatore a spirale, secondo idrociclone. L’impianto utilizza un quantitativo d’acqua a ciclo chiuso necessario sia per la separazione granulometrica, sia per un primo trattamento “soil washing” del sedimento contaminato. Le prove di soil washing del progetto GRRinPort sono svolte da ISPRA in collaborazione con UNIPI al fine di separare le differenti frazioni granulometriche presenti nei sedimenti (sabbia, limo, pelite). UNIPI svolgerà prove di elettrocinesi (peliti) e Landfarming (sabbie e limo) sui campioni pretrattati in soil washing. Presso il DESTEC-UNIPI è stato allestito il primo banco prova per effettuare le prove di elettrocinesi sui sedimenti marini prelevati dal porto di Piombino e provenienti dal trattamento di soil washing di ISPRA. Una volta decontaminati i sedimenti possono essere riusati come materiali di recupero nei cantieri e nei manti stradali, e dare quindi una possibilità di recupero della materia. Il risultato atteso, specialmente per le prove di elettrocinesi, è quello di raggiungere livelli di decontaminazione dei metalli superiore al 90%. Le prove sono appena state avviate e bisognerà attendere qualche mese per avere i primi risultati.

Choice Experiment”. Nel porto di Ajaccio, il team dell’Université de Corse Pasquale Paoli studia le preferenze individuali in merito alla gestione dei rifiuti solidi nell’ambito del loro stoccaggio a bordo e conseguente conferimento in porto, mediante la metodologia “Choice Experiment”. Attraverso un questionario, destinato agli utilizzatori del porto, si misura la disponibilità a pagare per una determinata tipologia di raccolta, che rappresenta l’equivalente monetario del costo esterno sostenuto dagli intervistati, associato a quella determinata tipologia di conferimento di rifiuti. Lo studio consente una efficace analisi comparativa di “costo-beneficio” delle differenti attività di conferimento e di raccolta dei rifiuti solidi, proposte o realizzate nel porto di Ajaccio. L’Office des Transports de la Corse, che ha autorità sui 7 porti corsi, ha in carico la messa in opera dei progetti di cooperazione territoriale europea.

Output attesi. I risultati attesi sono l’elaborazione di piani d’azione per la gestione sostenibile dei rifiuti solidi, dei reflui conferiti e dei sedimenti dragati nei porti e l’applicazione, a scala pilota, delle tecniche più appropriate, in funzione del tipo di contaminazione, per la bonifica dei sedimenti dragati dai porti (Porto di Livorno) e la realizzazione di un sistema integrato ed ecocompatibile per il contenimento e la rimozione di sversamenti di idrocarburi e la raccolta di reflui da unità da diporto (Porto di Cagliari).

Il partenariato del progetto. Partner di GRRinPORT sono l’Università degli Studi di Cagliari – come capofila – con il Dicaar (Dipartimento ingegneria civile, ambientale e architettura) e il Disb (Dipartimento Scienze biomediche), la Regione Autonoma della Sardegna (Agenzia regionale distretto idrografico della Sardegna, Rad-Adis), la Fondazione MEDSEA (Mediterranean Sea and Coast Foundation), l’Université de Corse Pasquale Paoli (Laboratoire Lisa – Umr CnrS6240 Lieux, Identités, eSpaces et Activité), l’Office des Transports de la Corse, l’Università di Pisa (Dipartimento ingegneria dell’energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni) e l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (struttura tecnico scientifica, Livorno).

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