Sanità

La biologa Elisabetta Caredda, responsabile del gruppo storico fb “Biologi e non medici sanitari specializzandi: legge per i contratti”, ha chiesto un’audizione alla commissione Sanità del Consiglio regionale.

La biologa Elisabetta Caredda, responsabile del gruppo storico fb “Biologi e non medici sanitari specializzandi: legge per i contratti”, che già nel 2009 si era adoperato per l’istituzione di una legge regionale che ne disciplinasse il riconoscimento e l’assegnazione anche per queste categorie di professionisti, ha chiesto un’audizione alla commissione Sanità del Consiglio regionale della Sardegna per discutere sull’annoso problema delle borse di studio per gli specializzandi non medici di area sanitaria.

«Si parla di biologi, veterinari, farmacisti, odontoiatri, fisici, chimici, frequentanti una scuola di specializzazione di area sanitaria – rileva Elisabetta Caredda – e riconosciuti dal Ministero della Salute professioni sanitarie così come lo è lo specializzando in medicina. A tal proposito si ricorda che l’assegnazione di suddette borse di studio è disciplinato dalla normativa regionale al comma 10, dell’articolo 8, della legge regionale 7 agosto 2009, n.3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale). Questa legge era stata approvata con sensibilità bipartisan per mettere FINE alla discriminazione immorale e ingiustificabile che vedeva escludere i laureati biologi, farmacisti, veterinari, odontoiatri, chimici, fisici sanitari iscritti ad una scuola di specializzazione di area sanitaria, dalla destinazione di un contratto di formazione specialistica o anche solo di una semplice borsa di studio, contrariamente a tutti gli specializzandi medici nelle scuole di specializzazione di medicina.»

«Questi ultimi – sottolinea la biologa – hanno, infatti, assicurate per i contratti di formazione specialistica risorse ministeriale e in aggiunta risorse finanziarie regionali. Il loro posto in Scuola è legato alla stipula di un contratto di formazione specialistica di 25mila euro l’anno per i primi due anni accademici, e di 26mila euro per gli ultimi tre anni di frequenza. I significativi emolumenti dei medici specializzandi percepiti attraverso il contratto di formazione specialistica sono esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) e non imponibili Irap.»

«Premesso che i concorsi per le scuole di specializzazione per i laureati non medici afferenti all’area sanitaria sono stati per tre anni bloccati – aggiunge Elisabetta Caredda – , nel momento in cui si è deciso di riattivarli, le borse di studio regionali sono state drasticamente tagliate, quasi annullate potremo dire, poiché gli specializzandi non medici, sino al 2014, erano tutti coperti di una borsa di studio. Questo ha comportato la chiusura di alcuni corsi di specializzazione non attivati proprio per mancanza di borse studio. Il problema era sorto per assenza di sensibilità e di interesse alla problematica da parte di Istituzioni Consiliari dell’allora maggioranza in ruolo nelle commissioni competenti, che non hanno dato seguito a risolvere nelle voci di bilancio. Vorremmo, dunque, discutere del problema – conclude Elisabetta Caredda -, per il quale avremmo pensato anche a delle proposte ragionate ed è perciò che chiediamo sensibilmente al presidente Domenico Gallus e a tutti i componenti della commissione consiliare Sanità, un’urgente audizione, fiduciosi della considerazione in un proficuo e produttivo riscontro.»

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