Trasporti

Francesco Stara (Progressisti): «Interventi urgenti per la crisi del porto canale di Cagliari».

«Negli ultimi mesi si è tanto parlato delle problematiche del Porto Canale di Cagliari, ma è giunta l’ora di prendere iniziative concrete, siamo tutti consapevoli che il sistema dei porti costituisce un comparto fondamentale, per l’economia sarda e cagliaritana, e che l’area portuale, è il fulcro per lo sviluppo di Cagliari e di tutta la Sardegna.»

Lo sostiene Francesco Stara, consigliere regionale del gruppo dei Progressisti.

«E’ necessario l’impegno di tutta la classe politica, affinché vengano tutelati i lavoratori sia del concessionario che delle imprese appaltatrici, che con serietà, professionalità in tutti questi anni hanno contribuito alla crescita del Porto Canale – aggiunge Francesco Stara -. E’ doveroso restituire la dignità e quelle garanzie che sono principi fondamentali della Costituzione Italiana. Per questo, è necessario introdurre immediatamente gli ammortizzatori sociali e, successivamente, mettere in atto tutte le strategie possibili per il rilancio ed il potenziamento del porto canale.»

«Apprezziamo il recente interessamento del ministro dell’economia Giovanni Tria in missione in Turchia per un incontro con grandi imprenditori interessati ad investire sul Porto di Taranto -sottolinea Francesco Stara -. Ci auspichiamo lo stesso livello di interventismo per il porto canale di Cagliari. Quindi, dovrebbero essere impiegati gli stessi strumenti utilizzati a Taranto (istituzione della Agenzia di transhipment) al fine di poter garantire la salvaguardia dei lavoratori della CCT, ITERC e degli altri lavoratori licenziati dalle altre imprese autorizzate, ex art. 16, operanti all’interno del porto canale di Cagliari. Inoltrebisogna lavorare, per attrarre nuove compagnie mettendo in campo tutti gli strumenti che possano incentivare gli armatori a scegliere Cagliari, come porto di Transhipment. Un ruolo fondamentale riveste l’attivazione della fiscalità di vantaggio, che ci renda competitivi nel Mediterraneo, e l’operatività  della Zona Franca e della Zona Economica Speciale, in modo che anche da quel versante possano arrivare nuove occasioni di lavoro e sviluppo.»

«Il problema è di estrema attualità ed urgenza, non può più essere rimandato e contestualmente è opportuno lavorare sul rilancio che consentirà la ripartenza di un terminal lasciato ormai allo sbando. Tra le varie polemiche degli ultimi mesi, si è parlato del fatto che i porti di transhipment non hanno futuro, ci si chiede come mai negli altri porti di transhipment sono pieni di container, con  navi che aspettano anche giorni per esser scaricate? Vedi porto di Malta, ecc. Quindi ci sorge un dubbio: un altro disegno? Il porto canale destinato ad altro? Un concorrente nel Mediterraneo in meno? Spero di sbagliarmi. Il porto canale di Cagliari – conclude Francesco Stara – deve tornare protagonista, è nato come porto container di transhipment, e come tale deve rimanere!»

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