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Edoardo Tocco (presidente del Consiglio comunale di Cagliari): «Risorse fondamentali per la riqualificazione del quartiere di Sant’Avendrace».

Un passato da periferia, quasi dimenticata. La porta d’ingresso per chi arriva in auto dalla Carlo Felice si proietta verso un futuro da modellare con un mega progetto. Il quartiere di Sant’Avendrace vuole cambiare il look e ripartire dai suoi abitanti. E’ la missione del presidente del Consiglio comunale Edoardo Tocco: «E’ un programma che parte da lontano – spiega il responsabile dell’aula di Palazzo Bacaredda – con un disegno che comprende il quadrilatero che parte dal viale Sant’Avendrace per poi spingersi sino a via San Paolo, passando per la zona di via Santa Gilla. Potrebbe essere una svolta per la città, attraverso i finanziamenti arrivati dal Bando per le periferie, ma si ascoltino le voci dei cittadini e delle associazioni di categoria presenti nel rione».

Un investimento considerevole – 18 milioni di euro, messi a disposizione dal Governo – in grado di assicurare una svolta ad un pezzo del capoluogo. Tra gli interventi, la modernizzazione della striscia d’asfalto che corre verso Sant’Avendrace, con spazi verdi e pedonali. L’ex presidente della circoscrizione sperimenta criticità ed emergenze del quartiere: «Le opere rivoluzioneranno l’immagine del borgo, ma auspico che non sia snaturata l’identità dell’area – avverte Edoardo Tocco -. L’impianto complessivo del progetto potrebbe snellire il traffico. La speranza è che queste risorse consentano di rivitalizzare il rione che, nel suo perimetro, vanta la presenza di numerosi uffici regionali e attività commerciali». Ecco, dunque, uno dei punti di debolezza: «Il rischio? Il taglio dei parcheggi potrebbe tradursi in una giungla di lamiere nelle strade attorno a Santa Gilla e Sant’Avendrace».

La sfida è quella di una rigenerazione degli spazi tra le aree attorno ai rioni, un tempo ai margini della città: «Il piano è un punto di partenza imprescindibile per iniziare un percorso innovativo su due quartieri ora sfrangiati, ricongiungendo i poli culturali di Tuvixeddu e l’area attorno alla laguna di Santa Gilla – conclude Edoardo Tocco -. Un’operazione di maquillage che dovrebbe anche riguardare la riutilizzazione delle aree in stato di abbandono. Spazi in balia del degrado che potrebbero essere impiegati per la realizzazione di una struttura sanitaria, in grado di venire incontro alle esigenze di un quartiere cresciuto in modo impetuoso e popolato soprattutto da anziani. Si pensi al vecchio mercato ortofrutticolo, che andrebbe adeguato per un utilizzo funzionale ai rioni. Ci sono poi da risolvere le questioni della vecchia caserma militare tra via Simeto e viale Elmas e del recupero della Centrale elettrica di Santa Gilla. Senza poi tralasciare il sogno di realizzare sulla via San Paolo un nuovo palasport».

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