Sanità

Appello dei sindaci del Sulcis Iglesiente al Prefetto, alla Regione e all’ATS per un Piano strategico sull’emergenza Covid-19

I Sindaci dei Comuni del Sulcis Iglesiente, in relazione all’emergenza Covid-19, hanno inviato una lettera.appello al prefetto di Cagliari Bruno Corda, al presidente della Regione Christian Solinas, all’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu e al direttore dell’ATS Sardegna Giorgio Carlo Steri, con la richiesta di un Piano strategico di attivazione progressiva di strutture di area critica in Regione Sardegna.
«Con la presente, i sottoscritti Sindaci del territorio del Sulcis Iglesiente, chiedono l’immediata modifica dell’atto in oggetto, nel quale, al fine di fronteggiare l’emergenza Covid-19, è prevista l’istituzione presso l’ATS-ASSL Carbonia di n. 33 posti letto di terapia intensiva e pneumologia, con il P.O. CTO di Iglesias come struttura ospedaliera di riferimento – si legge nella lettera-appello -. L’atto prosegue con il trasferimento del punto nascite dal P.O. CTO di Iglesias e del personale in servizio nella struttura, presso l’Ospedale Brotzu di Cagliari. Chiediamo che venga immediatamente individuato il P.O. Santa Barbara di Iglesias come presidio per la gestione di pazienti critici e non, poiché il reparto di terapia intensiva della struttura era operativo fino a poco tempo fa, e, come già proposto sin dall’inizio dal Sindaco e dall’assessore delle Politiche sociali del comune di Iglesias, questa sarebbe la scelta più adeguata per fronteggiare questo particolare momento di emergenza.»
«E’ stato comprovato da diversi esempi in tutta Italia e nella Regione Sardegna, come la gestione di pazienti Covid-19 sia incompatibile con la presenza di altri reparti operativi nei presidi ospedalieri, rendendo molto più elevati i rischi di contaminazioni e contagi – aggiungono i Sindaci dei Comuni del Sulcis Iglesiente -. Situazione ancora più evidente con riferimento al P.O. Sirai di Carbonia ed al punto nascita presente nel P.O. CTO di Iglesias, strutture nelle quali la mobilità degli operatori sanitari tra i due presidi sarebbe un possibile veicolo d’infezione.»
«In conclusione, troviamo inconcepibile la concentrazione di pazienti Covid-19 in un presidio ospedaliero operativo, quando è presente nel territorio una struttura adeguata alla gestione come il P.O. Santa Barbara di Iglesias.»

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