Consiglio regionale della Sardegna

I consiglieri regionali del PD: «La Giunta decida se far ripartire il sistema turistico sardo»

«Il presidente della Regione abbandoni ogni fronte polemico che lo impegna, ormai, da settimane, per dedicarsi, con urgenza, all’adozione delle misure necessarie a fronteggiare l’emergenza economica dell’isola.»
Lo scrivono, in un comunicato stampa, i consiglieri regionali del Partito democratico che, con un’interrogazione, hanno sollecitato il presidente Christian Solinas a decidere, una volta per tutte, se continuare nel suo personalissimo braccio di ferro col resto del mondo, sulle questioni dei protocolli sanitari giudicati impraticabili, o dei certificati destituiti da ogni fondamento scientifico, come hanno provato a spiegargli i suoi colleghi Presidenti delle altre regioni d’Italia, oppure, rimuovere tutte le incertezze, e avviare uno poderosa campagna promozionale al fianco degli operatori turistici regionali, stritolati dalla crisi economica e superati dalla velocità della ripartenza dei loro diretti concorrenti, sullo stesso mercato turistico nazionale internazionale.
«Nel frattempo che Solinas era impegnato in una polemica di dimensioni mediatiche nazionali aggiungono i consiglieri regionali del PD i grandi tour operator, costretti dai tempi ristretti della programmazione delle vacanze, smistavano i turisti in altre località concorrenti con la Sardegna, con tutte le immaginabili conseguenze economiche che da ciò derivano. Di tutto ciò, purtroppo, i sardi non se ne potranno fare alcunché, neppure poter dire, per l’epilogo che attende la vicenda dei passaporti e dei certificati sanitari, che sia stata combattuta una giusta battaglia per poter disporre di strumenti utili a qualcosa.»
«Persino nelle Isole Canarie più volte chiamate in causasottolineano ancora i consiglieri regionali del PD si potrà andare in vacanza, a partire dal 1° luglio, liberamente, senza alcun documento di tipo diagnostico sanitario e neppure certificazioni di qualsiasi tipo. Il “passaporto sanitario digitale” che riguarda i termini dell’accordo tra l’Organizzazione Mondiale del Turismo e il Governo delle Isole Canarie, è semplicemente un progetto pilota, uno studio epidemiologico di grande importanza che verrà condotto su un campione ristrettissimo di viaggiatori.»
«Qual è il parere del Comitato Tecnico Scientifico in materia di protocolli sanitari da eseguirsi per il controllo dei flussi portuali e aeroportuali? – chiedono i consiglieri democratici -. E come si potrebbe conciliare il legittimo desiderio di maggiore sicurezza con i numeri degli arrivi previsti dallo stesso presidente della Regione?»
A titolo esemplificativo, si potrebbero utilizzare, da una parte, i dati dei mesi cha vanno da giugno a settembre 2019, laddove sono sbarcati nell’isola 4.521.834 viaggiatori, con una media di arrivi di 37.681 passeggeri al giorno, e punte ben superiori ai 45.000 arrivi al giorno nel mese di luglio. Dall’altra parte, si dovrebbe considerare che, in più di tre mesi, in Sardegna, dall’inizio della pandemia e sino al 31 maggio, si è riusciti a processare, complessivamente, solo 57.296 tamponi, quanto poco più gli arrivi medi di un giorno dell’estate 2019.
«Oraconcludono i consiglieri regionali del Partito democraticocrediamo che nel caso in cui il Governo regionale preferisse mantenere ferme le proprie posizioni sui protocolli di ingresso nei porti e negli aeroporti sardi, posizioni definite inutili, impraticabili e ingestibili dalle stesse autorità preposte alla validazione dei processi sanitari, oltre che dai Presidenti delle altre Regione, la Giunta regionale dovrà necessariamente stabilire, con estrema urgenza, le contromisure finanziarie da adottare per compensarne gli effetti economici conseguenti che da tale decisione deriverebbero sull’intero comparto del turismo sardo, in aggiunta agli effetti della crisi economica in atto. In alternativa, si decida di ripartire in fretta, provando a recuperare il tempo perduto.»

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