Agricoltura

Il Pecorino Romano escluso dal bando nazionale indigenti, la protesta del presidente del Consorzio di tutela Salvatore Palitta

Lascia l’amaro in bocca al Consorzio di tutela la decisione del Governo di escludere il Pecorino Romano dal Bando Bando nazionale indigenti da 50 milioni di euro. la decisione riguarda anche il pecorino sardo ed il fiore sardo.
Una situazione che ha costretto il presidente, Salvatore Palitta, a prendere carta e penna e scrivere una lettera direttamente alla ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova.
«Ci risulta che nella predisposizione del paniere dei prodotti da inserire nel bando indigenti post Covid da 50 milioni di euro, a cui non abbiamo avuto modo di dare il nostro contributo, siano state dimenticate o escluse il Pecorino romano e le altre Dop a latte di pecora che nascono in Sardegna ha scritto Salvatore Palitta -. Per questo siamo profondamente dispiaciuti, perché i problemi legati alla pandemia hanno colpito indistintamente tutte le indicazioni geografiche e le Dop italiane. Considerato questo quadro non vedo perché dagli interventi debbano essere esclusi il Pecorino romano, il Pecorino Sardo e il Fiore sardo. Questo è inaccettabile.»
«Chiediamo alla Regione e ai rappresentanti sardi in Parlamento un intervento tempestivoha sottolineato Salvatore Palitta -. Non è accettabile che lo Stato italiano intervenga in una fase congiunturale estremamente difficile come questa ignorando che esistano le Dop sarde che, fra l’altro, sono anche molto richieste nelle piattaforme di vendita e dagli enti caritatevoli.»
«Durante la crisi ha aggiunto Salvatore Palitta -, ci siamo fatti carico, in modo del tutto volontaristico e in ottica solidale, di tutto il latte destinato ai freschi, la cui produzione era completamente ferma, il che ha comportato maggiori produzioni di pecorino romano pari circa al 20%. A questo si aggiunge l’ipotesi di un crollo del 50% nel mercato Usa, per noi il mercato principale, e la contrazione dei consumi interni del 7% a causa del ridotto potere d’acquisto. E’ facile capire che, sommando tutti questi fattori, la situazione che si prospetta non è affatto rosea e non fa ben sperare per il futuro. Per questo gli aiuti del Governo sono indispensabili. Viviamo un momento in cui in tutti i Paesi del mondo emerge un fenomeno protezionistico sempre più diffuso, tutte le regioni italiane lavorano per proteggere e aiutare i prodotti dei loro territori e anche noi dobbiamo fare altrettanto. Noi rappresentiamo il 95% della produzione nazionale ovina e nonostante le difficoltà vissute in questo periodo abbiamo garantito la lavorazione di tutto il latte, cosa che non è avvenuta in altre parti d’Italia, e sostenuto anche i caseifici in difficoltà sui prodotti da tavola – ha concluso Salvatore Palitta -. È perciò assolutamente impensabile che le nostre Dop isolane subiscano un’ingiustizia simile.»

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