25 April, 2024
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Un fondoschiena sbattuto in faccia al pubblico in maniera ossessiva per oltre venti minuti, tra movenze di ogni genere, può sembrare sconvolgente anche per uno spettacolo di danza moderna. Ma in fondo non è ciò vediamo tutti i giorni in tv e non solo, senza farci nemmeno più caso?

La provocazione di Fabritia D’Intino all’Anfiteatro Centro Culturale di Sennori, mercoledì sera con Wannabe ha colpito nel segno. Nella seconda serata del “Festival della Danza d’autore – Corpi in movimento” organizzato da Danzeventi, il pluripremiato spettacolo della performer e del musicista Federico Scettri ha messo a nudo in maniera disarmante non tanto le parti basse della danzatrice, quanto la visione di un corpo femminile oggetto, animatore e decorativo di ogni tipo di intrattenimento disponibile sui canali mainstream.

Le scarpine da ballo hanno lasciato posto a scarponi modello carrarmato, mentre sul corpo solo un body aderentissimo mostrava il volto rabbioso di una tigre. Un volto felino che sembrava animarsi e ammiccare attraverso le movenze dei glutei. Quasi a rappresentare un simbolo di potere, di fama e successo, che molte donne si affannano a cercare senza accorgersi di restarne vittime, che alla fine vengono divorate.

La ricerca dei due artisti è partita dalla riflessione sul rapporto tra danza e musica nella cultura contemporanea. I frammenti del music live, ripresi dai palinsesti televisivi più conosciuti, hanno fatto da colonna sonora all’esibizione assieme al sound delle discoteche in cui troneggiano cubi e palchi da animazione della vita notturna. È lì che la musica è tanto totalizzante da ridurre al minimo le possibilità di dialogo, amplificando la necessità di spingere sull’espressione corporea, sempre più ritmica, monotona e ripetitiva delle imitazioni dell’atto sessuale.

Le vibrazioni ipnotiche del fondoschiena della performer hanno accompagnato lo spettacolo per quasi trenta minuti. Solo nel finale, la protagonista si è finalmente voltata per mostrare al pubblico il suo volto, espressione di un personaggio alla disperata ricerca di una identità individuale, nell’orizzonte appiattente degli stereotipi da male gaze: lo sguardo maschile.

L’obiettivo finale del progetto è rendere tutti partecipi di un viaggio di riconoscimento e liberazione, con una performance anche piuttosto impegnativa dal punto di vista fisico. Il lavoro, che dal 2018 è supportato dalla compagnia Chiasma di Salvo Lombardo, è vincitore del Premio In Generazione 2017 di Fondazione Fabbrica Europa e del Premio TU 35 Expanded 2017 di Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci. Il prossimo appuntamento del festival sarà il 9 settembre al Teatro Verdi di Sassari con il “Bolero” di Luciana Savignano e Padova Danza.

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Dopo il successo della serata d’apertura, il “Festival della Danza d’autore – Corpi in movimento” prosegue mercoledì 28 agosto, a Sennori, con un doppio appuntamento all’anfiteatro Centro Culturale: alle 21.00, la compagnia Asmed  Balletto di Sardegna presenta “Mea Madre” in coproduzione con Danzeventi e, alle 21.30, Frabritia D’Intino propone “Wannabe”.

“Mea Madre” è uno studio coreografico che indaga il concetto di spazio, coinvolgendo la danzatrice Silvia Baldini e lo strumentista Marco Caredda (elettronica e violoncello), alla ricerca di una rivoluzione dei nostri punti di riferimento. Il modo di tracciare un confine infatti, modifica la percezione che abbiamo dell’altro e della possibilità d’incontro e scambio.

“Wannabe” è nato invece da una collaborazione tra la coreografa Fabritia D’Intino ed il musicista Federico Scettri. La ricerca dei due artisti è partita dalla domanda: cosa muove i corpi di oggi? E vuol essere una riflessione sul rapporto tra la danza e la musica nella cultura contemporanea.

L’immaginario di riferimento è quello della televisione, delle discoteche e dei videoclip. Una normalità fatta di ripetizioni che ci seducono, ci attraggono e ci influenzano e in cui il corpo femminile esiste solo in versione iper-sessualizzata.

Così esposti a modelli irreali, forzati ed artificiali veniamo spinti verso la riproduzione e l’esaltazione di un virtuosismo quasi pornografico. La scelta artistica è quella di accogliere questa spinta in una ricerca ossessiva  verso un essere altro.

La cultura pop occidentale diventa così base contemplativa del corpo in movimento in un viaggio fisico di riconoscimento e liberazione da alcuni di quei codici che ci appartengono e rappresentano. Wannabe è il motore ad andare oltre i propri limiti. Una celebrazione del mainstream che ci nutre e ci muove, malgrado noi. Dal 2018 è supportato dalla Compagnia Chiasma di Salvo Lombardo.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Danzeventi con il sostegno del comune di Sennori ed il patrocinio del comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna, Mibact e Ras.

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Sarà lo scenario mozzafiato del belvedere sul Golfo dell’Asinara, sarà la suggestiva location dell’ex cava di tufo adibita per una notte a pista da ballo, sarà il format coinvolgente presentato della compagnia “Chiasma” di Roma. Sta di fatto che il 21 agosto, il primo appuntamento del 2019 per il “Festival della danza d’autore – Corpi in movimento” a Sennori si è rivelato uno strepitoso successo.

L’apertura della kermesse organizzata da Danzeventi ha goduto di una forte presenza di pubblico, affascinato dalle movenze artistiche dei performer Salvo Lombardo e Daria Greco, impegnati in “Outdoor Dance Floor”.

E non poteva esserci miglior ambientazione per uno spettacolo ideato appositamente per location all’aperto. Le pareti della cava si sono trasformate in un impareggiabile maxischermo, le cui immagini hanno segnato i ritmi ipnotici di una serata intensa e trascinante.

I due performer hanno tessuto i punti delle sequenze coreutiche, guidati dalla pulsazione sonora e visiva di un sorprendente live set multimediale. Un grande lavoro che ha visto la collaborazione di Daniele Spanò in qualità di vj set, e Bunny Dakota del collettivo Industria indipendente di Roma, nel ruolo di dj.

Sonorità ruvide dalla patina digitale e industriale hanno incontrato l’estetica della musica techno per aprirsi a paesaggi synt pop, tropical, R&B e altri innesti sinfonici. E, infine, è stato il pubblico, invitato dai danzatori sul palcoscenico, a essere protagonista della serata, coinvolto in un ballo intenso e scatenato fino a tarda notte.

Palpabile la soddisfazione degli organizzatori e in particolare dell’assessore della Cultura, Elena Cornalis, per l’ottima riuscita di un appuntamento che in qualche modo ha rappresentato la prova d’esordio del festival, la prima uscita in assoluto dalla città di Sassari in ben sedici edizioni.

Il prossimo appuntamento del festival sarà il 28 agosto all’Anfiteatro Centro Culturale di Sennori, alle 21.00, con “MEA Madre”, della compagnia Asmed di Cagliari in coproduzione Danzeventi, quindi alle 21.30 si terrà  “Wannabe”, spettacolo nato dalla collaborazione tra la coreografa Fabritia D’Intino ed il musicista Federico Scettri. La manifestazione è organizzata dall’Associazione Danzeventi con il sostegno del comune di Sennori ed il patrocinio del comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna, Mibact e Ras.