25 March, 2026
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Martedì 17 aprile, alle 12.00, è in programma una riunione tecnica, convocata dal ministero dell’Ambiente, per una valutazione delle procedure autorizzative previste dal progetto di rilancio produttivo dello stabilimento Eurallumina di Portovesme.

In concomitanza, la RSU svolgerà un’iniziativa di mobilitazione davanti all’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, in via Roma, a Cagliari.

«Le risposte alle ultime richieste di chiarimenti pervenute dallo Sva al progetto (non si tratta di integrazioni normativamente, in quanto dopo la chiusura della conferenza dei servizi dell’8 febbraio 2017, non ne possono essere più richieste) in corso di valutazione – si legge in una nota della RSU Eurallumina – sono state protocollate in data 9 aprile 2018. La riunione tecnica del 17 serve a definire la conclusione del lunghissimo iter autorizzativo in corso da 45 mesi. L’auspicio e che questo avvenga, e che tutti i miglioramenti individuati vengano condivisi e che portino al rapido rilascio delle autorizzazioni e alla partenza degli investimenti.»

«Lunedì 16 aprile, intanto, su nostra richiesta, siamo stati convocati, in Regione per un incontro con il presidente e gli assessori coinvolti nell’iter autorizzativo – aggiunge la RSU Eurallumina -, per conoscere quale posizione gli uffici che da essi dipendono avranno nella riunione tecnica al ministero dell’Ambiente il giorno successivo.»

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Sabato mattina, presso la Grande Miniera di Serbariu, il sindaco di Carbonia, Paola Massidda, il prof. Gian Luigi Pillola, il commissario Tarcisio Agus ed il direttore del Parco Geominerario, Storico ed Ambientale della Sardegna, Ciro Pignatelli, hanno ricevuto i ragazzi dell’’Associazione italiana giovani per l’’Unesco e gli studenti dell’’Istituto Ipsia Meucci di Cagliari.

La visita guidata a Carbonia rientra nel progetto “Unesco Edu”, realizzato dall’’Associazione Giovani per l’’Unesco, in accordo con il MIUR, con l’’obiettivo di sensibilizzare gli studenti sulle attività portate avanti dall’’Unesco. E, proprio in questo contesto, si colloca la Grande Miniera di Serbariu, sito del Parco Geominerario, appartenente alla rete Unesco Global Geoparks.

I giovani visitatori, guidati da Mauro Villani, hanno potuto ammirare il Museo del Carbone, i locali della lampisteria, della galleria sotterranea e della sala argani. Luoghi di cui è intessuta la storia della città di Carbonia.

«“È stata un’’occasione per promuovere nei giovani la conoscenza diretta del nostro territorio e del patrimonio storico artistico ed ambientale, incentivandone nel contempo la cura e la tutela»”, ha detto il sindaco di Carbonia, Paola Massidda.

 

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Proseguono i lavori nel cantiere della IX edizione del Carbonia Film Festival, in vista della nona edizione della rassegna dedicata ai temi del lavoro e delle migrazioni. Nei giorni scorsi è stato aperto il bando per la creazione della giuria “Carbonia Cinema Giovani”, che assegnerà l’omonimo premio al miglior cortometraggio del “Concorso Internazionale Cortometraggi”. L’iniziativa è rivolta ai giovani tra i 19 e i 30 anni provenienti da tutta Italia. Il bando resterà aperto sino al 30 giugno 2018 ed è scaricabile sul sito www.carboniafilmfestival.org.

L’obiettivo del progetto è ispirato a uno dei principi guida della Società Umanitaria e della Fabbrica del Cinema, sposato dalla direzione artistica di Francesco Giai Via: la formazione di ragazze e ragazzi che avranno la possibilità di vivere il Festival con un ruolo da protagonisti, non solo esprimendo il loro giudizio sui film, ma anche entrando a contatto con la comunità cittadina e soprattutto partecipando a una serie di masterclass e incontri con professionisti del mondo del cinema.

L’impegno formativo del Festival, inaugurato nel 2016 con la nuova direzione artistica, viene confermato dall’istituzione, nel 2017, della manifestazione Carbonia Film Festival presenta How To Film The World, una quattro giorni in cui registi tra i più prestigiosi e promettenti del cinema italiano e internazionale hanno accompagnato la proiezione delle loro opere con masterclass rivolte appositamente ai ragazzi del Programma Cinema Giovani, in un’ottica di incontro diretto e riflessione sul cinema che racconta il lavoro e la migrazione.

Anche quest’anno l’istituzione della Giuria Giovani intende offrire gratuitamente un’occasione unica per conoscere dall’interno una realtà, come la Società Umanitaria, con un’importante tradizione volta alla valorizzazione del mezzo cinematografico; i dieci selezionati visioneranno le opere più rilevanti prodotte nell’ultimo periodo sui temi del Festival, rifletteranno insieme sul ruolo del cinema in un mondo che cambia e, infine, si confronteranno con il metodo di lavoro di registi che di questo mondo offrono una lettura originale e inedita, attraverso opere a cavallo tra finzione e documentario. La partecipazione alle attività del Festival sarà certificata tramite un apposito attestato.

Possono partecipare al bando persone di età compresa tra i 19 e i 30 anni di età di nazionalità italiana o residenti in Italia. L’iniziativa si rivolge a tutti coloro che si interessano di cinema o delle tematiche su cui si concentra il Festival, provenienti da facoltà di Cinema, Media e Spettacolo, ma anche Scienze Politiche, Relazioni Internazionali, Mediazione Interculturale eccetera; gli operatori culturali; aspiranti filmmaker e critici cinematografici. La selezione dei profili adeguati è a insindacabile discrezione della Direzione del Festival.

I candidati possono partecipare alla selezione tramite l’apposito form on line presente sul sito all’indirizzo (da aggiungere). Oltre alla compilazione dei dati sul modulo di iscrizione, è richiesto l’upload del proprio curriculum vitae e di una lettera motivazionale che specifichi l’affinità del proprio percorso con gli obiettivi del Festival e dimostri l’interesse a partecipare del candidato.

Un’apposita commissione valuterà le candidature e sceglierà 10 candidati che avranno la possibilità di partecipare alla prossima edizione del Carbonia Film Festival. Laddove presenti e, comunque, meritevoli, quattro dei dieci posti disponibili saranno riservati alle candidature provenienti dal territorio sardo.

La nona edizione del Carbonia Film Festival è in programma dal 10 al 14 ottobre 2018.

Sino al prossimo 25 maggio è aperto il bando per le selezioni dei film in concorso, scaricabile sul sito www.carboniafilmfest.org.

Nato nel 1999 come Mediterraneo Film Festival, nel 2016 l’evento cambia nome e diventa Carbonia Film Festival. A cadenza biennale, il CFF si svolge nell’omonima città del sud ovest della Sardegna e ospita sezioni competitive internazionali dedicate a lungometraggi e cortometraggi, eventi speciali, mostre, concerti, masterclass.

Il Festival è una delle attività principali della Fabbrica del Cinema, un progetto promosso dalla Società Umanitaria e dal CSC di Carbonia, che da sempre mette al centro la formazione dei giovani alla memoria storica e alla valorizzazione del patrimonio audiovisivo del territorio e, contemporaneamente, l’educazione alle nuove forme cinematografiche, sia documentarie che di finzione. Il progetto Fabbrica del Cinema si è ulteriormente rafforzato nel 2017 grazie ad un finanziamento regionale volto all’attivazione nel territorio di un polo capace di sostenere la filiera audiovisiva.

Il direttore artistico, Francesco Giai Via, è critico cinematografico e operatore culturale. Direttore di Annecy Cinéma Italien, lo storico festival francese dedicato al cinema italiano, Francesco Giai Via è consulente alla programmazione per la Mostra del Cinema di Venezia e Scout per il Venice Production Bridge, la piattaforma industry del festival. Giai Via è inoltre Trainer e Scout per il TorinoFilmLab, programma di formazione internazionale. La prosecuzione del progetto condiviso dalla Direzione e dagli enti promotori del Festival testimonia la volontà del CFF di ampliare il suo respiro internazionale, con uno sguardo agli esordi più promettenti e una solida

base che punti tanto sulla qualità del linguaggio cinematografico quanto sull’urgenza dei temi affrontati dai film, senza dimenticare il radicamento sul territorio e il coinvolgimento della città di Carbonia, dei suoi cittadini e delle sue tante realtà sociali e culturali.

Il Carbonia Film Festival è organizzato da: Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria – Fabbrica del Cinema Cineteca Sarda; insieme a: Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Carbonia; e con il sostegno di: Fondazione Sardegna Film Commission.

 

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“Più turismo più lavoro 2018″: contributi alle imprese turistiche per l’allungamento della stagione turistica.

L’aiuto riguarderà le “Imprese del Turismo” che impiegheranno lavoratori oltre il periodo canonico dei quattro mesi di alta stagione (giugno, luglio, agosto e settembre).

La sovvenzione consiste in un contributo concesso dalla Regione alle imprese che assumano lavoratori con contratti a tempo determinato ed a tempo indeterminato che comprendono uno o più mesi di bassa stagione; la sovvenzione verrà concessa inoltre alle imprese che dimostrino di aver trasformato i contratti da tempo determinato a tempo indeterminato al momento dell’invio della nota di adesione e comunque entro, e non oltre, il 31 dicembre 2018.

Il contributo concesso sarà diversificato in base al tipo di contratto che le imprese andranno ad attivare (leggi tutto per le varie tipologie).

L’aiuto concesso dalla Regione non potrà superare i 40.000 euro e le 50 unità di lavoratori, per ogni singola impresa e sarà erogato previa dimostrazione del possesso dei requisiti prescritti e previa presentazione della domanda e dei relativi allegati. 

Il termine ultimo per la presentazione delle domande scade l’8/05/2018.

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Dopo “S’Acqua fatta” e “Storia di una piccola città”, si chiude oggi il denso weekend di “Aprile alla Vetreria Aprile Resistente”, la rassegna organizzata da Cada Die Teatro, Il Crogiuolo e Cemea.  
Si comincia dalla mattina: alle 11.30, nella Sala Musica del Cafè Ludico, a cura di Cemea, Concerto di musica antica e oltre, con Daniele Floris e Giuliana Pisanu (flauti dolci), Amalia Fenu (violino) e Renato Perra (chitarra).
Nel pomeriggio, alle 18.00, al Teatro la Vetreria, Storie meticce
, di e con Alessandro Mascia, collaborazione al testo di Francesca Caminoli, Mario Madeddu, Davide Madeddu, accompagnamento musicale a cura di Alessandro Ligas (produzione Cada Die Teatro).
Il  progetto teatrale “Storie Meticce” ha preso le mosse dal libro di Francesca Caminoli “Perché non mi abbracci“, incentrato sull’avventura umana di Zelinda Roccia e dell’Associazione Los Quinchos che opera in Nicaragua per aiutare i bambini di strada di quel territorio. «Mentre lo rileggevo – spiega Alessandro Mascia – mi ritornavano costantemente in mente le immagini dei bambini da me conosciuti nel 2016, in Grecia, nel campo profughi di Kara Tepe’… Quelle immagini a loro volta mi hanno fatto ricordare di altri bambini e bambine, della mia vita, come in un rimbalzo di emozioni che dentro di me si erano casualmente messe in contatto, avvicinate perché simili». Da qui il desiderio, e l’esigenza, di raccontare e mischiare ‘storie meticce’ di varie parti del mondo. Cosa abbiamo fatto noi adulti o non abbiamo fatto per il futuro dei nostri figli? Ecco il quesito che alla fine emerge. “Storie meticce” è un progetto teatrale che ricerca e mette a confronto storie di ordinaria violenza o solitudine, determinate da un’umanità che si è voltata dall’altra parte, con storie di ordinaria bellezza di altre umanità che alla violenza e alla solitudine hanno risposto con la “passione umana” e l’impegno civile.

A seguire Davide Madeddu racconterà “Slovacchia: la mia esperienza nei campi Rom – 2016/17”.

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Il 20 aprile Serrenti ospiterà, nei locali dell’ExMa di via Nazionale 280, un convegno informativo finalizzato a prevenire le truffe e i reati predatori, promosso dal comune di Serrenti in collaborazione con l’associazione “Legalità Sardegna”.

La campagna di prevenzione promossa in favore dei cittadini del comune di Serrenti dal sindaco dottor Mauro Tiddia in collaborazione con l’Associazione Legalità Sardegna, è finalizzata alla sensibilizzazione sul fenomeno attuale delle truffe e dei reati predatori in particolare quelli in danno dei soggetti della terza età.

Il seminario teorico-pratico “Consigli utili per prevenire le truffe e i reati predatori” si rivolge all’intera comunità di Serrenti e si fonda sul principio secondo il quale riconoscere le modalità di azione del truffatore, del ladro e del rapinatore è la condizione ideale per assumere un ruolo attivo e difensivo verso le persone maggiormente esposte a questi crimini come ad esempio gli anziani: la prevenzione rende sicuri. La sicurezza partecipata, intesa come “città si-cura”, vede una collaborazione tra i cittadini e le istituzioni all’interno dell’ambito locale ed è il principio ordinatore a base dell’incontro.

Nella prima parte del seminario verranno analizzati i reati commessi nella regione Sardegna al fine di identificare le modalità tipiche dell’ agire del criminale e di conseguenza fornire gli strumenti idonei sia a prevenire l’evento delittuoso sia ad adottare le condotta corretta nell’ipotesi in cui il delitto sia in atto. Nella seconda parte dell’incontro oltre a dare risposte alle domande verranno fornite ai partecipanti tutte informazioni utili sugli organi competenti.

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Angelo Cremone, rappresentante dell’associazione “Sardegna pulita”, è intervenuto criticamente lunedì scorso, alla presentazione dei risultati delle indagini sulla qualità dell’aria compiute a Sarroch, nell’ambito del progetto “Sarroch ambiente e salute”, l’indagine epidemiologica condotta dall’Università di Cagliari per conto del comune di Sarroch.

«Ha colpito negativamente la disinvoltura mostrata nell’elencare una moltitudine di inquinanti tossici e cancerogeni certi, presenti nell’aria respirata dalla gente residente, affianco la Saras, dove, addirittura, minimizzando, ancora, non hanno saputo individuare l’origine dell’insopportabile odore che investe il centro abitato – dice Angelo Cremone -. Nel mio intervento, in qualità di portavoce “Sardegna Pulita”, riprendendo passaggi discutibili e determinanti per la Salute e Vita delle persone, ho invitato il sindaco Salvatore Mattana (per la legge, massima Autorità Sanitaria in loco, responsabile della salute dei cittadini) a prendere in seria considerazione quanto segue: l’insopportabile puzza che invade Sarroch, in altri posti non esiste, a Masainas non la sentiamo. Se qui persiste, qui è il problema, pur sempre un grave inquinamento dell’aria che si respira. Altra verità presa sottogamba, l’elenco degli inquinanti presenti nell’aria respirata, dove i tecnici presenti, evidenziavano, presi singolarmente, questo o quel metallo tossico e cancerogeno, senza un minimo accenno alla pericolosità dell’insieme dei veleni respirati, dicasi per la Scienza…Impatto Cumulativo.»

«Rivolgendomi al sindaco – aggiunge Angelo Cremone -, l’ho invitato a considerare di far effettuare le uniche due cose necessarie per la tutela della salute, mettendo così fine all’assurdo infinito balletto delle non verità: un’indagine epidemiologica mirata tra un campione significativo della popolazione, attraverso “Esame del capello”. Con il Test del Capello, si può individuare esattamente quanta “spazzatura industriale” in termini di metalli pesanti, pericolosi per la salute, presenti nel nostro organismo. Stesso valido esame, necessario per l’individuazione di sostanze pericolose, nel sangue, attraverso i cosidetti Markers Tumorali. Attraverso questa indagine, si effettua seria prevenzione, evitando l’instaurarsi e sviluppo di gravi malattie.»

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Italia Nostra Sardegna prende posizione sulla valutazione di impatto ambientale sul piano di ampliamento industriale dello stabilimento RWM.

«La RWM vuole evitare la VIA spezzettando in una serie di singoli interventi il piano di ampliamento industriale finalizzato a incrementare l’attività produttiva dello stabilimento – scrive in una nota Italia Nostra Sardegna -. Un’adeguata valutazione dell’impatto ambientale complessivo in tutti i suoi aspetti (quali le emissioni in atmosfera, l’inquinamento acustico, il prelievo idrico, la produzione di acque reflue e di rifiuti, l’incremento del traffico veicolare di sostanze e manufatti pericolosi, l’impatto sull’ambiente umano e naturale circostante, etc..) richiede l’esame accurato dell’intervento nel suo complesso e non scorporato nelle sue singole parti.»

«In base a questi principi, Italia Nostra Sardegna ha presentato dettagliate osservazioni tecniche e giuridiche al Servizio Valutazioni Ambientali dell’assessorato della Difesa dell’Ambiente della Sardegna chiedendo che il progetto industriale sottoposto a procedimento di Verifica di Assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) – relativo alla realizzazione del nuovo campo prove R140 nel comune di Iglesias proposto dalla società RWM Italia spa – e tutte le attività in corso o richieste dalla stessa società e l’intero processo produttivo dello stabilimento RWM di Domusnovas-Iglesias, vengano assoggettati a VIA per meglio verificare e indagare su eventuali significativi e/o negativi impatti ambientali che l’opera potrebbe arrecare all’area interessata e agli ecosistemi prossimi all’impianto – aggiunge Italia Nostra Sardegna -. La normativa sulla VIA è abbastanza chiara in proposito nell’imporre la VIA cumulativa nei casi in cui più impianti insistono nella stessa area.»

 

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Se le dichiarazioni spese sul metano nei giorni scorsi, avranno la stessa efficacia di quelle impiegate sul “fare” negli ultimi 4 anni dalla RAS, non dobbiamo temere l’ennesima servitù del popolo sardo, né lo squarcio dell’isola per oltre 400 chilometri, né la realizzazione del mega scottante e speculativo obiettivo. Sarebbe insopportabile da una Regione che tiene a cuore il benessere dei propri cittadini, che in risposta all’ipotesi dei 38 bacini di stoccaggio nel 2016, avevano saputo pronunciare significativi No. Oltre i pareri negativi e le perizie contrarie, giunte dagli ambientalisti, dai medici, dai ricercatori, dagli economisti; le opposizioni più nette sono pervenute dagli elettori sardi il 4 marzo con un voto che ha depotenziato ogni ulteriore azione dell’esecutivo in carica, o per meglio dire, in scarica. L’ultimo impeto sul gasdotto e il rigassificatore a Porto Torres con Eni che mette a disposizione aree e impianti nella zona industriale dice però, che qualcosa bolle in pentola e, nella concreta possibilità che possa raffreddarsi bruscamente nel 2019, il bisogno di mettere a segno il risultato è più che evidente.

Non è tollerabile che si prevarichino, comuni, comitati, associazioni e cittadini, per realizzare strutture sui loro territori senza guardare alla sostenibilità dei luoghi, senza accettare la sfida di riconnettere economia e società. Si è consentito in passato di mettere radici velenose, mascherate da opportunità lavorative, privando le comunità di sicurezza e di investimenti conformi alle vocazioni naturali dei siti e ancora oggi non si è spiegato e non si capisce quale sia, accanto al piano energetico industriale, l’indirizzo politico-ambientale della Regione Sardegna. Partendo dall’assunto che «produrre energia non equivale a produrre ricchezza o benessere», ci domandiamo quali saranno i vantaggi veri che il metano ci porterà. Il risparmio sui costi, dicono, pur sapendo che i funzionari dell’assessorato ritenevano già dal 2009 che «il metano non presentasse caratteristiche di economicità tali da renderlo competitivo rispetto alle fonti già utilizzate in Sardegna». Allora perché l’assessora sostiene che «Il metano rilancerebbe l’industria che sarebbe attratta da costi energetici molto inferiori a quelli attuali e darebbe una mano ai cittadini una volta allacciati alla rete?»

Nel 2017 il piano, entrato nella fase attuativa con i progetti per la dorsale sarda, quelli sui depositi costieri e soprattutto, la certezza delle risorse finanziarie previste nel Patto per la Sardegna, siglato con il Governo nazionale amico, lasciò intendere che la Giunta Pigliaru e i governi Renzi-Gentiloni avevano puntato al metano quale obiettivo di legislatura. Peccato, che il loro scellerato e vulnerabile “fare” sia arrivato in un’epoca in cui tale progetto risultava già obsoleto nel nascere. Tuttavia, la rete del metano in Sardegna, se non sarà un’opportunità per le comunità, appare già un affare per due, la Società Gasdotti Italia e la Snam Rete Gas, e di tale duplice interesse la regione si inorgoglisce pure. A me, invece, interessa capire se gli aspetti di carattere ambientale, interessano o no la Regione Sardegna. Alla domanda retorica, l’assessora risponde con rassicurazioni che stridono con il chiarimento scientifico del presidente Isde Sardegna, dottor Domenico Scanu, il quale avverte: «Dare spazio a progetti di metanizzazione solleva criticità ambientali, socio-economiche e sanitarie e dimostra il deficit progettuale dei decisori politici. Il tentativo di ridurre l’impatto ambientale e sanitario della produzione energetica attraverso un altro combustibile fossile appare quantomeno schizofrenico».

Un report del World Resources Institute conferma che non solo nel processo di estrazione ma anche durante il trasporto del gas, vengono rilasciate in atmosfera quantità rilevanti di metano, dal 2-3% della produzione totale, fino a un impressionante 7%. Un contributo al disastro climatico pari a quello delle emissioni di milioni di auto. Effettivamente il gigantesco quanto discutibile investimento di un miliardo e 578 milioni per un’opera di tale minaccia, potrebbe evitarsi e noi ce lo auguriamo. L’auspicio è che il cammino verso la metanizzazione dell’isola si interrompa definitivamente, magari grazie al prossimo governo regionale, nella speranza di vedere eletti nuovi e più consapevoli soggetti .

Carla Puligheddu

Dirigente nazionale PSd’Az

 

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Il GS Olimpia Sant’Antioco ha scritto pagine molto importanti nella storia dello sport sardo, che resteranno per sempre nella memoria di chi le ha vissute da protagonista, sui campi di gioco o nell’ambiente. Gli anni d’oro delle due promozioni nel gotha della pallavolo italiana, prima in A2 sotto la guida tecnica di Carlo Baldini, poi in A1, con il coach brasiliano Radames Lattari, hanno fatto conoscere Sant’Antioco in tutta Italia e non solo (con un notevole riscontro anche nella promozione turistica dell’Isola di Sant’Antioco ed un concreto ritorno in termini economici), perché sono tanti i campioni del volley mondiale che hanno vestito la maglia dell’Olimpia, su tutti lo spagnolo Rafael Pascual, partito da Sant’Antioco ed arrivato ad essere protagonista assoluto nelle massime platee internazionali, sia con le maglie dei vari Club in cui ha militato sia con quella della sua Nazionale, e Luigi Mastrangelo, per alcuni lustri centrale della Nazionale e tra i migliori centrali del mondo. Ma l’Olimpia, prima squadra sarda a raggiungere la serie A1 negli anni d’oro della pallavolo che ha visto la Nazionale di Julio Velasco vincere tutto (eccezion fatta per le Olimpiadi) è stata anche la squadra che ha visto crescere ed affermarsi campioni come Giuseppe Lai, un talento naturale straordinario che, a dispetto della struttura fisica normale per un pallavolista, ha deliziato tutti con le sue qualità tecniche per quasi vent’anni. Ancora oggi, quando si nomina l’Olimpia, automaticamente il pensiero va a Sant’Antioco ma anche alla pallavolo, perché come hanno urlato per tanti anni in tutti i palazzetti i super tifosi del Commandos Lions… «La pallavolo in Sardegna siamo noi!»

L’Amministrazione comunale di Sant’Antioco, nell’ambito della Festa di Sant’Antioco, stamane ha assegnato civiche benemerenze a giocatori, tecnici e dirigenti protagonisti della storica promozione dell’Olimpia Sant’Antioco in A2, maturata al termine dell’indimenticabile campionato di serie B1 1989/90, caratterizzato da un entusiasmante testa a testa con la Sestese Volley e la 4 Torri Ferrara Volley.

Il sindaco Ignazio Locci e gli assessori, hanno assegnato le civiche benemerenze ai giocatori Giuseppe e Giampiero Lai, Graziano Longu, Francesco Sabbatino e Giuseppe Puddu; ad Angelo Mocci, componente dello staff tecnico; Antonio Locci, presidente dell’epoca, in rappresentanza dell’intera dirigenza; e, infine, a Salvatore Uccheddu, in rappresentanza della tifoseria “Commando Lions”.

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