Incendi nelle campagne di Sassari e Calasetta, sul posto uomini e mezzi del Corpo forestale
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In azione, nel primo, anche una pattuglia del Corpo forestale di Sassari, mentre nel secondo quella di Sant’Antioco.
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Ancora una giornata senza contagi né decessi per Covid-19 in Sardegna. I casi di positività dall’inizio dell’emergenza restano invariati, 1.371, così come i decessi, 134.
In totale nell’Isola sono stati eseguiti 89.561 tamponi (840 nelle ultime 24 ore). I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 3, nessuno in terapia intensiva, mentre 7 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.221 pazienti guariti (+5 rispetto all’ultimo aggiornamento), più altri 6 guariti clinicamente.
Sul territorio, dei 1.371 casi positivi complessivamente accertati, 254 sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 101 nel Sud Sardegna, 61 a Oristano, 78 a Nuoro, 877 a Sassari.
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I vigili del fuoco del comando provinciale di Cagliari sono intervenuti verso le 13.00, dopo numerose richieste alla sala operativa 115, per l’incendio di un capannone dismesso nella zona industriale di Settimo San Pietro. La squadra supportata da due autobotti ha provveduto allo spegnimento delle masserizie all’interno del capannone e all’estinzione all’esterno, delle sterpaglie causate dall’abbandono dell’edificio sul posto anche una pattuglia della polizia. Le cause del rogo sono ancora in fase di accertamento.
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Marco Mariotti è il nuovo allenatore del Carbonia Calcio. 58 anni, originario di Treviso, nell’ultima stagione ha allenato la Torres, nel campionato di serie D, portandola al terzo posto finale, con 51 punti, alle spalle della promossa Turris e dell’Ostia Mare. In precedenza, nelle ultime stagioni, ha guidato il Monterosi, l’Albalonga e la Nuorese.
L’ingaggio del nuovo allenatore, arriva poche ore dopo quello del nuovo direttore sportivo, Andrea Colombino, che si è messo subito al lavoro per la scelta del tecnico, perfezionata oggi, dello staff e della rosa dei giocatori con la quale Marco Mariotti guiderà il Carbonia al suo ritorno nella serie D, oggi quarta serie. La campagna acquisti verrà effettuata in stretta collaborazione tra società, direttore sportivo e tecnico.
Foto di Alessandro Sanna
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La Monteponi non si ferma, dopo il centrocampista Sandro Scioni ha “preso” il centrale difensivo Paolo Uccheddu e l’esterno difensivo Matteo “Momo” Cosa, reduci come il primo, da una stagione con l’Arbus, nel campionato di Eccellenza regionale.
Paolo Uccheddu, 33 anni, ha alle spalle una lunga carriera vissuta prevalentemente tra squadre di Eccellenza e Promozione. Ha già vestito la maglia della Monteponi nella stagione 2015/2016, quindi per lui si tratta di un graditissimo ritorno. Difensore di sicura affidabilità, promette di rendere ermetica la difesa della squadra allenata da Alessandro Cuccu.
Matteo “Momo” Cosa, 24 anni, è cresciuto nel Carbonia, dove ha fatto tutta la trafila nelle giovanili ed ha esordito in prima squadra giovanissimo. E’ stato un punto fermo della squadra biancoblù fino all’estate 2019, quando la società guidata dal presidente Carlo Foti non lo ha confermato dopo il ripescaggio in Eccellenza regionale. Ha quindi scelto l’Arbus, dove si è ritagliato un ruolo importante ed ha contribuito alla salvezza della squadra di Marco Piras realizzando anche alcuni goal “pesanti”.
Con questi ultimi due arrivi, non dovrebbe essere ancora terminata la campagna di rafforzamento della società rossoblu guidata dal presidente Giorgio Ciccu che, con il direttore sportivo Carlo Maramarco, pare intenzionato a creare una rosa molto competitiva, per il girone A del campionato di Promozione regionale 2020/2021.
Giampaolo Cirronis
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«Anche quest’anno, per il terzo anno consecutivo, in pratica da quando è arrivato il sindaco Locci , nella spiaggia più capiente del comune di Sant’Antioco, Coequaddus appunto, si assiste allo spettacolo indecoroso dei bagnanti costretti a fare i propri bisogni fisiologici dietro i cespugli perché i servizi igienici della località balneare che esistono dagli anni ottanta sono chiusi.»
Il gruppo di minoranza Genti Noa, torna all’attacco della Giunta Locci sulla politica in campo turistico e ambientale.
«Una situazione che non può essere considerata compatibile con l’emergenza sanitaria ancora in atto, né con la campagna di comunicazione dell’Amministrazione comunale – aggiunge Genti Noa -. Non ha molto senso, infatti, parlare di meta sicura, contingentare gli accessi nelle spiagge e mettere a disposizione i detergenti sanitari se poi mancano l’acqua corrente e i servizi igienici. In pratica nella campagna di promozione messa in piedi dalla Giunta Locci, sembra tutto perfetto, ma è solo apparenza: si promuove solo una spiaggia, quella di Maladroxia – bandiera blu per il secondo anno consecutivo – mentre tutto il resto è in stato di abbandono compresa la bella, incontaminata e capiente spiaggia di Coequaddus.»
«Come gruppo Genti Noa chiediamo a gran voce all’amministrazione comunale di ripristinare immediatamente i servizi igienici di Coequaddus e di restituire il minimo standard di decoro, igiene e sicurezza alla località balneare di Coequaddus: bisogna investire i soldi pubblici prima di tutto nei servizi essenziali, non in propaganda fine a se stessa.»
Il comune di Carbonia comunica che prosegue il ciclo di seminari Eurodesk #Distantimainformati.
Domani, mercoledì 8 luglio, dalle ore 16.30 alle ore 17.30, è previsto un importante appuntamento online rivolto ai giovani tra i 18 e i 28 anni con l’obiettivo di chiarire al meglio le strategie per affrontare con successo il periodo di Servizio civile universale all’estero, traendo le più ampie opportunità di arricchimento personale e professionale.
Durante l’incontro verranno chiarite le condizioni per partecipare e le caratteristiche del Servizio Civile Universale all’estero.
Parteciperanno all’incontro in qualità di relatore Susanna Diana (Eurodesk Italia) e Primo di Blasio (Coordinatore progetti estero FOCSIV)
Per partecipare all’incontro è possibile registrarsi al seguente link:
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Gli agenti del Commissariato di Iglesias hanno identificato l’autore di un furto avvenuto lo scorso 18 giugno presso un autolavaggio, grazie anche alle telecamere del sistema di videosorveglianza dell’esercizio commerciale che hanno ripreso tutte le fasi del furto. Dalle immagini, infatti, i poliziotti hanno potuto accertare che quella sera, un uomo era arrivato con un furgoncino nei pressi di un autolavaggio cittadino, era sceso dal mezzo e, con fare circospetto e guardingo, si era diretto verso il retro della struttura, dove erano posizionate le gettoniere del lavaggio self service. Subito dopo si è visto lo stesso intento a staccare, con l’ausilio di una barra in ferro, un pannello di metallo che copriva una fessura già esistente nel muro. Il giovane, in questo modo, era riuscito ad introdursi nel casotto dove era installato il cambia monete, asportandone l’intero contenuto, per poi scappare a gran velocità a bordo del furgoncino.
Dall’analisi effettuata dagli investigatori del Commissariato sul sistema automatico di rilevamento delle targhe cittadine, gestito dalla Polizia locale di Iglesias, è stato riconosciuto il furgoncino utilizzato per il furto e dall’individuazione della proprietà del mezzo si è potuti risalire all’autore del furto, il quale è stato incastrato anche da altri riscontri riguardanti il vestiario utilizzato lo stesso giorno del “colpo”.
L’uomo è stato così denunciato all’Autorità Giudiziaria per furto in esercizio commerciale.
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Non serviva il Covid per mettere in ginocchio molte aziende sarde. Per alcune di esse la sofferenza era in atto da tempo. Il virus è stato solo la battuta finale di una situazione economica già pesante. Sicuramente la pandemia è servita ad inasprire la crisi, ma nessun settore può ritenersi privilegiato, o avvantaggiato rispetto agli altri, quando la situazione è difficile già in partenza. Nel settore agropastorale e caseario lo sanno bene e da tempo, con la costante lotta per il prezzo del latte e i costi di filiera. Ma nei mesi scorsi anche la produzione ha dovuto subire una battuta d’arresto, causando una crisi ancora maggiore.
«Tutto il settore agricolo e agrituristico legato alle produzioni agricole ha avuto un crollo delle vendite – afferma Diego Tidu, allevatore di Gonnesa e rappresentante Coldiretti Gonnesa -. Tutti i prodotti che andavano consumati in loco dai turisti, così così come dagli agriturismi o dai ristoranti, oggi sono fermi. Quindi chiediamo alla Regione o a chi di dovere un aiuto per fronteggiare quest’emergenza e poter andare avanti.»
È il momento di proporre delle soluzioni alternative, sempre che ce ne siano. Una proposta molto particolare arriva da Francesco Giganti, presidente dell’Associazione “Banco Alimentare e Culturale” di Carbonia.
«Noi crediamo nel tessuto economico della Sardegna. Abbiamo preso contatti con l’ambasciata americana a Roma. Ci hanno risposto immediatamente e si stanno creando i presupposti per cercare di aiutare e sostenere le imprese sarde. Il prossimo passo – conclude Francesco Giganti – sarà definire, nello specifico, come fare. Poiché negli ultimi 70 anni i Sardi hanno dato tantissimo agli Stati Uniti, noi chiediamo a gran voce, ai fratelli americani, di sostenerci in questa battaglia.»
Un tentativo, quello di Francesco Giganti, nato da una sua personale idea e che cerca il sostegno degli imprenditori isolani, strozzati dalla morsa di un disastro finanziario senza precedenti.
Ad aggiungere sale sulla ferita della già disastrosa crisi economica si è aggiunto un problema legato alla produzione delle mascherine. In periodo di pandemia ne servono illimitatamente e la produzione non basta a soddisfare la richiesta. Per sopperire alla mancanza, alcune aziende, anche sotto lo stimolo dato dallo Stato, hanno deciso di riconvertire la propria produzione in quella di mascherine, con l’obbligo, per alcune di loro, di acquistare i macchinari adatti. Per questa ragione, pochi mesi fa è nato il Consorzio Sardo Produzione Mascherine, che racchiude tutte le ditte impegnate in questa riconversione.
«All’interno del nostro Consorzio ci sono aziende sia del Sud che del Nord Sardegna, che producono mascherine in quantità industriale – spiega Ciro Senis, titolare di un’azienda produttrice di divani, a San Gavino Monreale -. Abbiamo una capacità produttiva di 90 mila mascherine al giorno. Siamo stati accolti in Regione, all’Assessorato all’Industria, che ci ha promesso mari e monti ma fino a oggi non si è vista ancora nemmeno una commessa da parte della Regione.»
Soldi spesi invano, sulla promessa di una produzione industriale che non ha ancora portato a nulla.
«Durante il blocco dei mesi scorsi, queste aziende hanno subito un crollo delle vendite – prosegue Ciro Senis -. Quindi ci siamo riconvertiti e messi a produrre mascherine. In seguito ci siamo consorziati per poter fornire la Regione Sardegna e la Protezione civile. Abbiamo ricevuto un sacco di promesse ma fino a oggi non è ancora arrivata una sola richiesta concreta, da parte di nessun ente.»
Il disappunto principale di Ciro e degli altri consorziati sta nel fatto che, per alcuni di loro, si è trattato di impegnarsi in investimenti di una certa portata, in cambio di promesse che non sono state mantenute. La speranza è che la situazione si sblocchi e le commesse possano arrivare nei mesi futuri.
Stessa sorte è toccata a Gabriele Concas, titolare di una ditta di Gonnesa che produce materassi.
«Ci hanno fatto riconvertire, con la promessa di poter essere d’aiuto alla popolazione, per via della scarsità di mascherine. Invece così non è stato. Terminata la produzione è andato tutto in fumo. Chi ha speso per fare la riconversione si è trovato con un investimento fatto ma nessuna commessa. Quando la Regione spese 20 milioni di euro per un polo tessile a Olbia, ci disse che la nostra riconversione sarebbe stata d’aiuto per riprendere quell’investimento, invece non se ne è fatto nulla. Sono stati tutti molto entusiasti del nostro progetto però, ad oggi, non abbiamo ancora nulla in mano.»
Chissà se una risposta arriverà almeno da parte degli americani.
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«Il pronunciamento del governo sul prezzo del metano è sicuramente un fatto positivo ma per una crescita economica e produttiva della Sardegna è necessario dare gambe al progetto per la realizzazione della dorsale. Solamente in questo modo, si potrà dare la possibilità alle aziende che hanno la necessità di avere energia termica, di poter diventare competitive.»
Lo scrive, in una nota, Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico.
«La mancanza del metano crea nell’isola diseconomie per quasi 400 milioni di euro l’anno – aggiunge Emanuele Cani -. La costruzione di questa infrastruttura, che sarà propedeutica all’utilizzo futuro dell’idrogeno è oggi più che mai indispensabile. L’isola deve avere pari dignità e opportunità con le altre regioni. E in questo contesto la partita dell’energia diventa fondamentale. Non c’è più tempo da perdere – conclude Emanuele Cani -. È necessario, ora più che mai, mettere in campo tutte le azioni necessarie per far si che siano rimossi gli ultimi ostacoli e si proceda.»